Legge regionale contro la violenza delle donne, la Lega cancella ogni riferimento all’identità di genere
Le opposizioni hanno abbandonato l'aula
TRIESTE La Lega cancella ogni riferimento all'identità di genere dalla proposta di legge anti-violenza e le opposizioni decidono di abbandonare l'aula. È successo oggi, 14 luglio, durante la seduta della Terza Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, dove era in corso la discussione su un testo per il contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione che era stato precedentemente elaborato con la condivisione di tutti i partiti.
La nuova versione con gli emendamenti della Lega, sottoscritti anche da Fratelli d'Italia, ha passato l'esame della commissione con i voti della maggioranza di centrodestra, mentre gli altri gruppi sono rimasti fuori dall'aula per protesta. «Sono stati tolti i riferimenti proprio all'orientamento sessuale e all'identità di genere, stravolgendo un testo che la stessa maggioranza aveva votato. Non potevamo rimanere a votare una proposta di legge che fa marcia indietro sul tema dei diritti e fa emergere la vera natura del Centrodestra», ha spiegato la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Ilaria Dal Zovo, in una nota congiunta delle opposizioni sulle ragioni della non partecipazione all'esame della pdl. «Sulla scia delle posizioni anti ddl Zan - ha affermato la consigliera Mariagrazia Santoro del Pd -, la Lega marchia la norma con il suo furore ideologico, introducendo contenuti che non sono frutto di confronto».


