Mi felicito per la decisione del Governo Australiano di vietare i social ai minori di 16 anni. Era ora che si prendesse consapevolezza che stiamo demolendo l'aunonomia, la gioia di vivere, l'autostima di bambini e ragazzi per affidarli ad un mondo parallelo falso, mentitore, becero e privo di principi e valori. Immagino che altri prenderanno l'esempio, ed in Europa siamo avviati verso lla stessa determinazione.
finché la decisione di tutelare bambini e adolescenti dal marasma contenuto in rete e dai social, che più che altro sono anti-social per i contenuti di basso livello culturale e spesso delle volte per vere e proprie lezioni di volgarita, sono iniziative di un solo stato, c'è poco da rallegrarsi. L'azione dovrebbe essere globale, comune e concomitante.
Pregevole l'iniziativa pubblicata sul'evento di Fontana di Trevi. Sono infati i personaggi famosi oltre alle istituzioni a dover fare da apripista verso percorsi culturali veri e a contatto diretto con le persone e tra le persone. Basta con l'inebetirsi dei giovani dentro i contenuti marcescenti di certi social. Come tutti gli strumenti divulgativi a nostra disposizione, questo è un uso appropriato della rete.
Mi felicito per la decisione del Governo Australiano di vietare i social ai minori di 16 anni. Era ora che si prendesse consapevolezza che stiamo demolendo l'aunonomia, la gioia di vivere, l'autostima di bambini e ragazzi per affidarli ad un mondo parallelo falso, mentitore, becero e privo di principi e valori. Immagino che altri prenderanno l'esempio, ed in Europa siamo avviati verso lla stessa determinazione.
Sono questi i passi da fare per dare gli strumenti culturali veri ai ragazzi, affinché comprendano il rispetto verso gli adulti e i loro coetanei. Oggi che si celebra la giornata contro il bullismo sia fonte di conoscenza e cultura umanamente evoluta.
È necessario un cambiamento culturale radicato, non solo legislativo. L'educazione alla parità fin dalle giovani generazioni è fondamentale per superare stereotipi sessisti. La prevenzione della violenza contro le donne rimane una sfida prioritaria e urgente
In questa data di saluto al grande Don Mazzi non c'è che da prendere esempio da lui e sperare che "La Carovana" continui il suo ecomiabile percorso. Ne nasceranno altri come lui? Speriamo di sì.
Lo spero, ma sono scettico. Forse figura unica quanto originale e empatica. Gli educatori hanno metodi e vissuti diversi, l'importante è che abbiano a cuore il futuro dei ragazzi. Oggi Don Mazzi, ieri Don Milani, domani speriamo decine di questa levatura.
Mi felicito per la decisione del Governo Australiano di vietare i social ai minori di 16 anni. Era ora che si prendesse consapevolezza che stiamo demolendo l'aunonomia, la gioia di vivere, l'autostima di bambini e ragazzi per affidarli ad un mondo parallelo falso, mentitore, becero e privo di principi e valori. Immagino che altri prenderanno l'esempio, ed in Europa siamo avviati verso lla stessa determinazione.
Sono questi i passi da fare per dare gli strumenti culturali veri ai ragazzi, affinché comprendano il rispetto verso gli adulti e i loro coetanei. Oggi che si celebra la giornata contro il bullismo sia fonte di conoscenza e cultura umanamente evoluta.
È necessario un cambiamento culturale radicato, non solo legislativo. L'educazione alla parità fin dalle giovani generazioni è fondamentale per superare stereotipi sessisti. La prevenzione della violenza contro le donne rimane una sfida prioritaria e urgente
In questa data di saluto al grande Don Mazzi non c'è che da prendere esempio da lui e sperare che "La Carovana" continui il suo ecomiabile percorso. Ne nasceranno altri come lui? Speriamo di sì.
Mi felicito per la decisione del Governo Australiano di vietare i social ai minori di 16 anni. Era ora che si prendesse consapevolezza che stiamo demolendo l'aunonomia, la gioia di vivere, l'autostima di bambini e ragazzi per affidarli ad un mondo parallelo falso, mentitore, becero e privo di principi e valori. Immagino che altri prenderanno l'esempio, ed in Europa siamo avviati verso lla stessa determinazione.
finché la decisione di tutelare bambini e adolescenti dal marasma contenuto in rete e dai social, che più che altro sono anti-social per i contenuti di basso livello culturale e spesso delle volte per vere e proprie lezioni di volgarita, sono iniziative di un solo stato, c'è poco da rallegrarsi. L'azione dovrebbe essere globale, comune e concomitante.
Mi felicito per la decisione del Governo Australiano di vietare i social ai minori di 16 anni. Era ora che si prendesse consapevolezza che stiamo demolendo l'aunonomia, la gioia di vivere, l'autostima di bambini e ragazzi per affidarli ad un mondo parallelo falso, mentitore, becero e privo di principi e valori. Immagino che altri prenderanno l'esempio, ed in Europa siamo avviati verso lla stessa determinazione.
in effetti anche in Europa si stanno facendo passi avanti in questo delicato settore dell'educazione e forse anche di più in Italia. la rete non deve essere un campo minato per chi senza saperlo vi interagisce e non ha le strutture mentali e culturali per difendersi . Io da padre vigilo sui miei figli, tuttavia le agenzie educative ed i governi devono insieme coordinarsi per mettere paletti all'invasività di concetti astrusi, attrattivi quanto pericolosi che la rete propone e diffonde.
Mi felicito per la decisione del Governo Australiano di vietare i social ai minori di 16 anni. Era ora che si prendesse consapevolezza che stiamo demolendo l'aunonomia, la gioia di vivere, l'autostima di bambini e ragazzi per affidarli ad un mondo parallelo falso, mentitore, becero e privo di principi e valori. Immagino che altri prenderanno l'esempio, ed in Europa siamo avviati verso lla stessa determinazione.
Sono questi i passi da fare per dare gli strumenti culturali veri ai ragazzi, affinché comprendano il rispetto verso gli adulti e i loro coetanei. Oggi che si celebra la giornata contro il bullismo sia fonte di conoscenza e cultura umanamente evoluta.
È necessario un cambiamento culturale radicato, non solo legislativo. L'educazione alla parità fin dalle giovani generazioni è fondamentale per superare stereotipi sessisti. La prevenzione della violenza contro le donne rimane una sfida prioritaria e urgente
Mi felicito per la decisione del Governo Australiano di vietare i social ai minori di 16 anni. Era ora che si prendesse consapevolezza che stiamo demolendo l'aunonomia, la gioia di vivere, l'autostima di bambini e ragazzi per affidarli ad un mondo parallelo falso, mentitore, becero e privo di principi e valori. Immagino che altri prenderanno l'esempio, ed in Europa siamo avviati verso lla stessa determinazione.
Sono questi i passi da fare per dare gli strumenti culturali veri ai ragazzi, affinché comprendano il rispetto verso gli adulti e i loro coetanei. Oggi che si celebra la giornata contro il bullismo sia fonte di conoscenza e cultura umanamente evoluta.
Mi felicito per la decisione del Governo Australiano di vietare i social ai minori di 16 anni. Era ora che si prendesse consapevolezza che stiamo demolendo l'aunonomia, la gioia di vivere, l'autostima di bambini e ragazzi per affidarli ad un mondo parallelo falso, mentitore, becero e privo di principi e valori. Immagino che altri prenderanno l'esempio, ed in Europa siamo avviati verso lla stessa determinazione.
Esprimo i miei forti dubbi sulla necessità di scrivere, parlare, discettare ogni giorno sulla violenza verso e donne. Ho come l'impressione che più se ne parta esaltando in bene o in male le circostanze e maggiormente si rende consueto, quotidiano, banale l'assassinio. Ci stiamo forse abituando ad accettare che "per forza" di cose ogni giorno una donna debba essere aggredita?.
Quello che tu scrivi mi trova d'accordo ed è evidente che ci si infarina su questi argomenti chi per saperne di più, chi per morbosità, e molti giornali e trasmissioni tv per aumentare l'ascolto, e a seguire gli introiti pubblicitari. Sarebbe invece il caso di non ampliare, non giusticare, non insegnare vademecum per i delitti o le azioni di stolkeraggio.
La ricerca di notorietà attraverso i like anche su argomenti di poco conto in cui primeggia la immagine spesso taroccata avrà presto fine. Sono convinta che si tornerà all'essenza delle cose, quella che ci fa ripensare alle parole del sommo poeta: "Fatti non foste a viver come bruti..."
Non ho la tua stessa fiducia, cara Grazia, anzi ogni giorno di più si realizzano manifestazioni di violenza da emulazione a conferma di se stessi con atti realizzati per uscire dal grigiore ed emergere dal piattume. Non ci sono altre visioni, purtroppo, che lo schermo del tedlefonino.
E' un dolore grande,per tutte le donne e le persone che l'hanno conosciuta, la scomparsa prematura di Oria Gargano.Si è battura nel corso di tanti anni per i diritti e la tutela delle donne. Ho notato che le autorità hanno commemorato il suo impegno, tuttavia le vere testimonianze, tantissime, sono sinceramente derivate dalle persone che da lei hanno ottenuto accoglienza e aiuto. Nei suoi libri c'è da apprendere, ma il suo esempio, ancor più, segnerà la strada in cui prosegire.
Esprimo i miei forti dubbi sulla necessità di scrivere, parlare, discettare ogni giorno sulla violenza verso e donne. Ho come l'impressione che più se ne parta esaltando in bene o in male le circostanze e maggiormente si rende consueto, quotidiano, banale l'assassinio. Ci stiamo forse abituando ad accettare che "per forza" di cose ogni giorno una donna debba essere aggredita?.
Quello che tu scrivi mi trova d'accordo ed è evidente che ci si infarina su questi argomenti chi per saperne di più, chi per morbosità, e molti giornali e trasmissioni tv per aumentare l'ascolto, e a seguire gli introiti pubblicitari. Sarebbe invece il caso di non ampliare, non giusticare, non insegnare vademecum per i delitti o le azioni di stolkeraggio.
La ricerca di notorietà attraverso i like anche su argomenti di poco conto in cui primeggia la immagine spesso taroccata avrà presto fine. Sono convinta che si tornerà all'essenza delle cose, quella che ci fa ripensare alle parole del sommo poeta: "Fatti non foste a viver come bruti..."
Ho la vaga impressione che in tema di di opportunità stanno aumentando gli obiettivi di scelta per le donne, ed insieme diminuisce l'autostima degli uomini. Una ricerca dovrebbe focallizzare quali sono i motivi. Forse rivalità, complessi? Voglia di primeggiare.? Dico questo perhé, seppure ne conosco alcuni contenti e paritari, il più delle volte mi accorgo che i compagni delle donne in carriera sono un po' urtati dal successo della moglie o fidanzata che hanno a fianco. Spero di sbagliarmi e se c'è un tipo di conoscena in merito mi piacerebbe capirne di più
Sono due modalità contrapposte, due facce della stessa medaglia. Da una parte l'aggressività nei comfronti delle donne, dall'altra la fragilità e il mancato equilibrio negli approcci. Parliamo naturalmente di minoranze, ma sembra che siano fenomeni in aumento, dai risultati di una ormai troppo evidente complessità nel vivere serenamente ed alla pari il rapporto uomo-donna. Ne hanno responsabilità i comunicatori preposti alla divulgazione di fiction, notizie di cronaca, e torbidi rifacimenti e resoconti di come si pratica la violenza. Ci sarebbe molto da dire e da imparare su questo.
Esprimo i miei forti dubbi sulla necessità di scrivere, parlare, discettare ogni giorno sulla violenza verso e donne. Ho come l'impressione che più se ne parta esaltando in bene o in male le circostanze e maggiormente si rende consueto, quotidiano, banale l'assassinio. Ci stiamo forse abituando ad accettare che "per forza" di cose ogni giorno una donna debba essere aggredita?.
Quello che tu scrivi mi trova d'accordo ed è evidente che ci si infarina su questi argomenti chi per saperne di più, chi per morbosità, e molti giornali e trasmissioni tv per aumentare l'ascolto, e a seguire gli introiti pubblicitari. Sarebbe invece il caso di non ampliare, non giusticare, non insegnare vademecum per i delitti o le azioni di stolkeraggio.
Ho la vaga impressione che in tema di di opportunità stanno aumentando gli obiettivi di scelta per le donne, ed insieme diminuisce l'autostima degli uomini. Una ricerca dovrebbe focallizzare quali sono i motivi. Forse rivalità, complessi? Voglia di primeggiare.? Dico questo perhé, seppure ne conosco alcuni contenti e paritari, il più delle volte mi accorgo che i compagni delle donne in carriera sono un po' urtati dal successo della moglie o fidanzata che hanno a fianco. Spero di sbagliarmi e se c'è un tipo di conoscena in merito mi piacerebbe capirne di più
Le cose però stanno cambiando, e non vorrei dirlo ma forse in peggio, in quanto è il disinteresse per le prerogative della donna che emerge di più.. C'è troppa attenzione all'avvenenza fisica, alla perfezione di visi levigati e sopracciglia finte. Poco si guarda del contenuto e molto del contenitore.
Ho la vaga impressione che in tema di di opportunità stanno aumentando gli obiettivi di scelta per le donne, ed insieme diminuisce l'autostima degli uomini. Una ricerca dovrebbe focallizzare quali sono i motivi. Forse rivalità, complessi? Voglia di primeggiare.? Dico questo perhé, seppure ne conosco alcuni contenti e paritari, il più delle volte mi accorgo che i compagni delle donne in carriera sono un po' urtati dal successo della moglie o fidanzata che hanno a fianco. Spero di sbagliarmi e se c'è un tipo di conoscena in merito mi piacerebbe capirne di più
Il compito di garante per l'infanzia è serio e delicato. La notizia che è stato assegnato a Marina Ferragni porta stracichi di polemiche, ma io non mi sento di criticare a priori. Giudicherò dopo aver constatato come agirà e quali questioni a favore dell'infanzia riuscirà a risolvere. Intanto un In bocca al lupo è l'unica cosa che per ora posso dire.
Ogni tanto i programmi tv hanno persone illuminate che possono indicare il giusto modo di regolarsi con l'educazione da dare ai giovani. Massimo Recalcati, nel programma di Augias è in pefetta sintonia su quello che io penso, ed è ora che le famiglie limino l'uso dei cellulari e imparino a stare con i figli condividendo emozioni, affetto e apprendimento.
Esprimo i miei forti dubbi sulla necessità di scrivere, parlare, discettare ogni giorno sulla violenza verso e donne. Ho come l'impressione che più se ne parta esaltando in bene o in male le circostanze e maggiormente si rende consueto, quotidiano, banale l'assassinio. Ci stiamo forse abituando ad accettare che "per forza" di cose ogni giorno una donna debba essere aggredita?.
Mi pare di trovarmi in un mondo che si sta costruendo su enormi disvalori potenziato da chi riesce a dar prova di poter sopraffare gli altri. C'è una cosiddetta "Sfida" che va di moda sul web e consiste nell'avere rapporti sessuali non protetti tra adolescenti per poi verificare se ne consegue una gravidanza; ma le sfide o "challenge social" sono sempre più dilaganti e suscitano l’interesse di un gran numero di esseri fragili, coinvolgendo soprattutto le bambine, i bambini e gli adolescenti. Credo che chi ha la potestà genitoriale debba aprire gli occhi e mettere i paletti. Immagino che le istituzioni e le agenzie educative si debbano allertare e mettere in atto azioni di contrasto, che non siano necessariamente punitive, ma che rendano consapevoli i minori dei pericoli, e li possano arricchire di difese contro percorsi illusoriamernte attrattivi che invece si rivelano, quando forse è anche troppo tardi, rovinosi.
Ed è proprio contro i disvalori che elenca Cristina che dobbiamo prendere coscienza noi donne educatrici e punto di riferimento dell'infanzia, si spera al pari del ruolo genitoriale maschile, ma non sempre.è colta la percezione di guida di cui noi donne ci facciamo carico. In un mondo ideale dovremmo essere al pari con gli uomini intente a fare da sostegno e indirizzo per le nuove generazioni, ma con quello che si legge e si vede, specie nei social, ci sono vuoti di competenze, disinteresse e spesso incapacità. Un presa di responsabilità a questo punto è necessaria.
Diei di non fare di tutta l'erba un fascio. Ci sono padri pefetti educatori e lo sono tanto più se danno il buon esempio ai loro figli. Ripeto padri educatori, non amici dei figli, perché quando ci vuole il No bisogna dire No. E che la coppia dei genitori sia all'unisono conscia che la cosa che dice il padre vale per la madre e viceversa. educare è una fatica, Ma si riesc a crescere figli con lo sguardo sul futuro e sapendo che nulla è dovuto e ogni cosa si deve conquistare. In primis il rispetto delle donne e a specchio quello d se stessi.
Tra tanti commenti che rasentano lo scetticismo, io sono tra le persone che aiutano se stesse e gli altri con una visione ottimistica della società. E questo perché sono convinta che il femminile non ha bisogno di spinte, il femminile si fa spazio anche se a piccoli passi, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti..I successi non mancano. Una cosa però va detta: "Almeno non ostacolatele le donne!"
Dal punto di vista sociale no ho nulla da eccepire, per quanto riguarda le professioni immagino che le donne possano fare tutto, anche se si rende necessaria la scelta di attività che non presentino pericoli imminenti o dove l'uso della forza sia un elemento imprescindibile. Dico per esempio che un energumeno alto due metri non possa competere con una ragazza normolinea. Il mio non è un concetto discriminante, ma un risultato del buon senso.
Tra tanti commenti che rasentano lo scetticismo, io sono tra le persone che aiutano se stesse e gli altri con una visione ottimistica della società. E questo perché sono convinta che il femminile non ha bisogno di spinte, il femminile si fa spazio anche se a piccoli passi, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti..I successi non mancano. Una cosa però va detta: "Almeno non ostacolatele le donne!"
Mi pare di trovarmi in un mondo che si sta costruendo su enormi disvalori potenziato da chi riesce a dar prova di poter sopraffare gli altri. C'è una cosiddetta "Sfida" che va di moda sul web e consiste nell'avere rapporti sessuali non protetti tra adolescenti per poi verificare se ne consegue una gravidanza; ma le sfide o "challenge social" sono sempre più dilaganti e suscitano l’interesse di un gran numero di esseri fragili, coinvolgendo soprattutto le bambine, i bambini e gli adolescenti. Credo che chi ha la potestà genitoriale debba aprire gli occhi e mettere i paletti. Immagino che le istituzioni e le agenzie educative si debbano allertare e mettere in atto azioni di contrasto, che non siano necessariamente punitive, ma che rendano consapevoli i minori dei pericoli, e li possano arricchire di difese contro percorsi illusoriamernte attrattivi che invece si rivelano, quando forse è anche troppo tardi, rovinosi.
Ed è proprio contro i disvalori che elenca Cristina che dobbiamo prendere coscienza noni donne educatrici e punto di riferimento dell'infanzia, si spera al pari del ruolo genitoriale maschile, ma non sempre.è colta la percezione di guida di cui noi donne ci facciamo carico. In un mondo ideale dovremmo essere al pari con gli uomini intente a fare da sostegno e indirizzo per le nuove generazioni, ma con quello che si legge e si vede, specie nei social, ci sono vuoti di competenze, disinteresse e spesso incapacità. Un presa di responsabilità a questo punto è necessaria.
Il compito di garante per l'infanzia è serio e delicato. La notizia che è stato assegnato a Marina Ferragni porta stracichi di polemiche, ma io non mi sento di criticare a priori. Giudicherò dopo aver constatato come agirà e quali questioni a favore dell'infanzia riuscirà a risolvere. Intanto un In bocca al lupo è l'unica cosa che per ora posso dire.
Mi pare di trovarmi in un mondo che si sta costruendo su enormi disvalori potenziato da chi riesce a dar prova di poter sopraffare gli altri. C'è una cosiddetta "Sfida" che va di moda sul web e consiste nell'avere rapporti sessuali non protetti tra adolescenti per poi verificare se ne consegue una gravidanza; ma le sfide o "challenge social" sono sempre più dilaganti e suscitano l’interesse di un gran numero di esseri fragili, coinvolgendo soprattutto le bambine, i bambini e gli adolescenti. Credo che chi ha la potestà genitoriale debba aprire gli occhi e mettere i paletti. Immagino che le istituzioni e le agenzie educative si debbano allertare e mettere in atto azioni di contrasto, che non siano necessariamente punitive, ma che rendano consapevoli i minori dei pericoli, e li possano arricchire di difese contro percorsi illusoriamernte attrattivi che invece si rivelano, quando forse è anche troppo tardi, rovinosi.
Sull'effetto Werther e il sistema Papageno che riguardano l’influenza dei media e della comunicazione ho capito che purtroppo gli addetti ai lavori: giornalisti, sceneggiatori, programmatori tv ne sanno poco o niente e questo incide sulla deriva morale, la criminalità imitativa, gli atti autolesionistcii che i più compono perché indotti da ammaestramenti su come si compie il male propinati in dosi massicce nei maggiori mass media.
Mi sono informata sul punto, pur non essendo argomento di cui conosco la profondità dei risvolti, ma a lume di buon senso credo che ci sia una indiscutibile incidenza dei mass media sulle nostri azioni quitidiane. Tutti, giovani e vecchi, donne e uomini, nessuno esluso. E si dovrebbe rendere la materia fruibile già dalle scuole primarie per creare la coscienza critica e distinguere le Fake dalla verità, gli imbonitori dai veri sapienti, la lana dalla seta, come si diceva una volta. Questo non avviene e siamo in balia del vento che porta di tutto senza discrimine nella conoscenza.
Sull'effetto Werther e il sistema Papageno che riguardano l’influenza dei media e della comunicazione ho capito che purtroppo gli addetti ai lavori: giornalisti, sceneggiatori, programmatori tv ne sanno poco o niente e questo incide sulla deriva morale, la criminalità imitativa, gli atti autolesionistcii che i più compono perché indotti da ammaestramenti su come si compie il male propinati in dosi massicce nei maggiori mass media.
E' SEMPRE PIù EVIDENTE CHE LE AZIONI CRUDELI SONO FRUTTO DELLA PERSUASIONE E DELL'EMULAZIONE DELLA VIOLENZA. lO SPIEGANO STUDI ANTROPOLOGICI E PSICOLOGICI. PURTROPPO I DIVULGATORI NON PRENDO0NO IN CONSIDERAZIONE LA PERICOLOSITà DEI MESSAGGI E DELLE FAKE. OGGI PURE IL PRESIDENTE MATTARELLA HA PENSATO BENE DI FARE UN INTERVENTO IN TAL SENSO. MA TROPPI SONO I DURI DI COMPRENDONIO
Non solo sono d'accordo sul tuo ragionamento, ma direi anche che se non mettiamo un freno alla somministrazione quotidiana di violenza con tv, social, film, e dimostrazioni tutorial di come si pratica la crudeltà la china è sempre più scivolosa verso il baratro dell'immoralità.
Sull'effetto Werther e il sistema Papageno che riguardano l’influenza dei media e della comunicazione ho capito che purtroppo gli addetti ai lavori: giornalisti, sceneggiatori, programmatori tv ne sanno poco o niente e questo incide sulla deriva morale, la criminalità imitativa, gli atti autolesionistcii che i più compono perché indotti da ammaestramenti su come si compie il male propinati in dosi massicce nei maggiori mass media.
E' SEMPRE PIù EVIDENTE CHE LE AZIONI CRUDELI SONO FRUTTO DELLA PERSUASIONE E DELL'EMULAZIONE DELLA VIOLENZA. lO SPIEGANO STUDI ANTROPOLOGICI E PSICOLOGICI. PURTROPPO I DIVULGATORI NON PRENDO0NO IN CONSIDERAZIONE LA PERICOLOSITà DEI MESSAGGI E DELLE FAKE. OGGI PURE IL PRESIDENTE MATTARELLA HA PENSATO BENE DI FARE UN INTERVENTO IN TAL SENSO. MA TROPPI SONO I DURI DI COMPRENDONIO
Sull'effetto Werther e il sistema Papageno che riguardano l’influenza dei media e della comunicazione ho capito che purtroppo gli addetti ai lavori: giornalisti, sceneggiatori, programmatori tv ne sanno poco o niente e questo incide sulla deriva morale, la criminalità imitativa, gli atti autolesionistcii che i più compono perché indotti da ammaestramenti su come si compie il male propinati in dosi massicce nei maggiori mass media.
l'insistenza con cui si vuol far passare l'utero in affitto come una generosa donazione non regge, ed è palese che si tratta di mercato,un affare in cui gli unici veri protagonisti non hanno voce in capitolo. Molto buono l'articolo che avete pubblicato! E' dovesoso parlarne e opporsi all'ignoranza e all'inerzia con cui si sovrastanoi i dirirtti dei più piccoli.
Ma ne sono uscite tante di testimonianze. tra cui una figlia che è rimasta sconvolta nell'apprendere di non aver mai conosciuto la madre che l'ha tenuta in grembo per 9 mesi. Una ounta dell'Iceberg che si moltiplicherà nel tempo
Care ragazze, il mio parere, per quello che vale, è che c'è una forte lobby di affari che guadagna miliardi con la compravendita dell'utero in affitto, e da quanto mi è permesso capire si tratta di donne sfruttate che per soldi si prestano a questo mercato, ma a loro non attribuirei alcuna colpa, qui la prepotenza è nel volere un bambino a tutti i costi quasi fosse un oggetto in vendita. Mi dispiace ma sono disincantato, non credo affatto che ci sia niente altro che i soldi dietro queste operazioni. Perché dico questo? Perché con tanti milioni di bambini poveri e orfani, se veramente si trattasse di amore, il passo giusto sarebbe l'adozione.
l'insistenza con cui si vuol far passare l'utero in affitto come una generosa donazione non regge, ed è palese che si tratta di mercato,un affare in cui gli unici veri protagonisti non hanno voce in capitolo. Molto buono l'articolo che avete pubblicato! E' dovesoso parlarne e opporsi all'ignoranza e all'inerzia con cui si sovrastanoi i dirirtti dei più piccoli.
Ma ne sono uscite tante di testimonianze. tra cui una figlia che è rimasta sconvolta nell'apprendere di non aver mai conosciuto la madre che l'ha tenuta in grembo per 9 mesi. Una ounta dell'Iceberg che si moltiplicherà nel tempo
l'insistenza con cui si vuol far passare l'utero in affitto come una generosa donazione non regge, ed è palese che si tratta di mercato,un affare in cui gli unici veri protagonisti non hanno voce in capitolo. Molto buono l'articolo che avete pubblicato! E' dovesoso parlarne e opporsi all'ignoranza e all'inerzia con cui si sovrastanoi i dirirtti dei più piccoli.
Sembra inconcepibile ma è così. L'articolo scrive: " Ai ritmi attuali, nel giro di un decennio potremmo avere il primo trilionario della storia dell'umanità, ma ci vorranno oltre due secoli (230 anni) per porre fine alla povertà". E nessuno dei paperoni ricchi sfondati si vergogna.
Siamo alle solite: "Secondo le Nazioni Unite, nonostante le donne ottengano il 57% dei diplomi universitari in tutto il mondo, solo il 35% della popolazione femminile si laurea nelle materie STEM, acronimo che sta per Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Non abbastanza, secondo l’UNESCO, per raggiungere l’obiettivo, inserito anche nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, di una piena eguaglianza nel mondo dell’istruzione e dell’occupazione"..
Ma non dite nulla sul fatto che la premier in Italia è donna? e in Europa tutti i posti di rilievo sono occupati dalle donne... Non va male vero? Basta lamentarsi.
Si è pur vero che si sta aprendo un varco, ma è dovuto alla determinazione delle donne he da circa venti anni portano avanti la lotta per le pari opportunità, con risultati minimi, passo dopo passo, mattoncino dopo mattoncino, e tante rinunce, rifiuti, soffitti di cristallo. Però si va avanti e nonostante tutto si ottiene un po' di spazio su cui muoversi per avvalersi dei mezzi appropriati ed esprimere il proprio programma per il bene comune.
Lamentarsi va bene, in italia e in Europa si può migliorare, ma perchè la comunità femminile non fa niente per le povere donne in Afganistan? E in Iran?
Tra le associazioni c'è chi si da da fare per aiutare le donne afgane, e specialmente Amnesty International, ma l'errore più grande è stato quando gli Usa hanno abbandonato quei popoli a se stessi, anzi no, in mano ai talebani. Ci sarebbe voluta un'altra programmazione per far uscire chi avrebbe voluto e acciogliere fuori dall'inferno le ragazze con progetti di vita, di studio, e di LIBERTA.
Il mondo è in scolvongimento e le certezze di democrazia nei popoli vanno a cadere una dopo l'altra, questo si riflette sulla condizione femminile in modo cruento, non solo in paesi come Afganistan e Iran, ma dovunque, anche in Europa si è perso il senso di uguaglianza e rispetto delle donne.
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Commenti
Pregevole l'iniziativa pubblicata sul'evento di Fontana di Trevi. Sono infati i personaggi famosi oltre alle istituzioni a dover fare da apripista verso percorsi culturali veri e a contatto diretto con le persone e tra le persone. Basta con l'inebetirsi dei giovani dentro i contenuti marcescenti di certi social. Come tutti gli strumenti divulgativi a nostra disposizione, questo è un uso appropriato della rete.
Lo spero, ma sono scettico. Forse figura unica quanto originale e empatica. Gli educatori hanno metodi e vissuti diversi, l'importante è che abbiano a cuore il futuro dei ragazzi. Oggi Don Mazzi, ieri Don Milani, domani speriamo decine di questa levatura.
In questa data di saluto al grande Don Mazzi non c'è che da prendere esempio da lui e sperare che "La Carovana" continui il suo ecomiabile percorso. Ne nasceranno altri come lui? Speriamo di sì.
finché la decisione di tutelare bambini e adolescenti dal marasma contenuto in rete e dai social, che più che altro sono anti-social per i contenuti di basso livello culturale e spesso delle volte per vere e proprie lezioni di volgarita, sono iniziative di un solo stato, c'è poco da rallegrarsi. L'azione dovrebbe essere globale, comune e concomitante.
in effetti anche in Europa si stanno facendo passi avanti in questo delicato settore dell'educazione e forse anche di più in Italia. la rete non deve essere un campo minato per chi senza saperlo vi interagisce e non ha le strutture mentali e culturali per difendersi . Io da padre vigilo sui miei figli, tuttavia le agenzie educative ed i governi devono insieme coordinarsi per mettere paletti all'invasività di concetti astrusi, attrattivi quanto pericolosi che la rete propone e diffonde.
È necessario un cambiamento culturale radicato, non solo
legislativo. L'educazione alla parità fin dalle giovani generazioni è fondamentale per superare stereotipi sessisti. La prevenzione della violenza contro le donne rimane una sfida prioritaria e urgente
Sono questi i passi da fare per dare gli strumenti culturali veri ai ragazzi, affinché comprendano il rispetto verso gli adulti e i loro coetanei. Oggi che si celebra la giornata contro il bullismo sia fonte di conoscenza e cultura umanamente evoluta.
Non ho la tua stessa fiducia, cara Grazia, anzi ogni giorno di più si realizzano manifestazioni di violenza da emulazione a conferma di se stessi con atti realizzati per uscire dal grigiore ed emergere dal piattume. Non ci sono altre visioni, purtroppo, che lo schermo del tedlefonino.
La ricerca di notorietà attraverso i like anche su argomenti di poco conto in cui primeggia la immagine spesso taroccata avrà presto fine. Sono convinta che si tornerà all'essenza delle cose, quella che ci fa ripensare alle parole del sommo poeta: "Fatti non foste a viver come bruti..."
Sono due modalità contrapposte, due facce della stessa medaglia. Da una parte l'aggressività nei comfronti delle donne, dall'altra la fragilità e il mancato equilibrio negli approcci. Parliamo naturalmente di minoranze, ma sembra che siano fenomeni in aumento, dai risultati di una ormai troppo evidente complessità nel vivere serenamente ed alla pari il rapporto uomo-donna. Ne hanno responsabilità i comunicatori preposti alla divulgazione di fiction, notizie di cronaca, e torbidi rifacimenti e resoconti di come si pratica la violenza. Ci sarebbe molto da dire e da imparare su questo.
Quello che tu scrivi mi trova d'accordo ed è evidente che ci si infarina su questi argomenti chi per saperne di più, chi per morbosità, e molti giornali e trasmissioni tv per aumentare l'ascolto, e a seguire gli introiti pubblicitari. Sarebbe invece il caso di non ampliare, non giusticare, non insegnare vademecum per i delitti o le azioni di stolkeraggio.
Le cose però stanno cambiando, e non vorrei dirlo ma forse in peggio, in quanto è il disinteresse per le prerogative della donna che emerge di più.. C'è troppa attenzione all'avvenenza fisica, alla perfezione di visi levigati e sopracciglia finte. Poco si guarda del contenuto e molto del contenitore.
Ogni tanto i programmi tv hanno persone illuminate che possono indicare il giusto modo di regolarsi con l'educazione da dare ai giovani. Massimo Recalcati, nel programma di Augias è in pefetta sintonia su quello che io penso, ed è ora che le famiglie limino l'uso dei cellulari e imparino a stare con i figli condividendo emozioni, affetto e apprendimento.
Diei di non fare di tutta l'erba un fascio. Ci sono padri pefetti educatori e lo sono tanto più se danno il buon esempio ai loro figli. Ripeto padri educatori, non amici dei figli, perché quando ci vuole il No bisogna dire No. E che la coppia dei genitori sia all'unisono conscia che la cosa che dice il padre vale per la madre e viceversa. educare è una fatica, Ma si riesc a crescere figli con lo sguardo sul futuro e sapendo che nulla è dovuto e ogni cosa si deve conquistare. In primis il rispetto delle donne e a specchio quello d se stessi.
Dal punto di vista sociale no ho nulla da eccepire, per quanto riguarda le professioni immagino che le donne possano fare tutto, anche se si rende necessaria la scelta di attività che non presentino pericoli imminenti o dove l'uso della forza sia un elemento imprescindibile . Dico per esempio che un energumeno alto due metri non possa competere con una ragazza normolinea. Il mio non è un concetto discriminante, ma un risultato del buon senso.
Ed è proprio contro i disvalori che elenca Cristina che dobbiamo prendere coscienza noni donne educatrici e punto di riferimento dell'infanzia, si spera al pari del ruolo genitoriale maschile, ma non sempre.è colta la percezione di guida di cui noi donne ci facciamo carico. In un mondo ideale dovremmo essere al pari con gli uomini intente a fare da sostegno e indirizzo per le nuove generazioni, ma con quello che si legge e si vede, specie nei social, ci sono vuoti di competenze, disinteresse e spesso incapacità. Un presa di responsabilità a questo punto è necessaria.
Mi sono informata sul punto, pur non essendo argomento di cui conosco la profondità dei risvolti, ma a lume di buon senso credo che ci sia una indiscutibile incidenza dei mass media sulle nostri azioni quitidiane. Tutti, giovani e vecchi, donne e uomini, nessuno esluso. E si dovrebbe rendere la materia fruibile già dalle scuole primarie per creare la coscienza critica e distinguere le Fake dalla verità, gli imbonitori dai veri sapienti, la lana dalla seta, come si diceva una volta. Questo non avviene e siamo in balia del vento che porta di tutto senza discrimine nella conoscenza.
Non solo sono d'accordo sul tuo ragionamento, ma direi anche che se non mettiamo un freno alla somministrazion e quotidiana di violenza con tv, social, film, e dimostrazioni tutorial di come si pratica la crudeltà la china è sempre più scivolosa verso il baratro dell'immoralità .
E' SEMPRE PIù EVIDENTE CHE LE AZIONI CRUDELI SONO FRUTTO DELLA PERSUASIONE E DELL'EMULAZIONE DELLA VIOLENZA. lO SPIEGANO STUDI ANTROPOLOGICI E PSICOLOGICI. PURTROPPO I DIVULGATORI NON PRENDO0NO IN CONSIDERAZIONE LA PERICOLOSITà DEI MESSAGGI E DELLE FAKE. OGGI PURE IL PRESIDENTE MATTARELLA HA PENSATO BENE DI FARE UN INTERVENTO IN TAL SENSO. MA TROPPI SONO I DURI DI COMPRENDONIO
Care ragazze, il mio parere, per quello che vale, è che c'è una forte lobby di affari che guadagna miliardi con la compravendita dell'utero in affitto, e da quanto mi è permesso capire si tratta di donne sfruttate che per soldi si prestano a questo mercato, ma a loro non attribuirei alcuna colpa, qui la prepotenza è nel volere un bambino a tutti i costi quasi fosse un oggetto in vendita. Mi dispiace ma sono disincantato, non credo affatto che ci sia niente altro che i soldi dietro queste operazioni. Perché dico questo? Perché con tanti milioni di bambini poveri e orfani, se veramente si trattasse di amore, il passo giusto sarebbe l'adozione.
Ma ne sono uscite tante di testimonianze. tra cui una figlia che è rimasta sconvolta nell'apprendere di non aver mai conosciuto la madre che l'ha tenuta in grembo per 9 mesi. Una ounta dell'Iceberg che si moltiplicherà nel tempo
Il mondo è in scolvongimento e le certezze di democrazia nei popoli vanno a cadere una dopo l'altra, questo si riflette sulla condizione femminile in modo cruento, non solo in paesi come Afganistan e Iran, ma dovunque, anche in Europa si è perso il senso di uguaglianza e rispetto delle donne.
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