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La Turchia si ritira dalla convenzione sul contrasto alla violenza contro le donne

Scritto da Google News. Postato in Diritti delle donne

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Amnesty International: “Atto vergognoso”

La Turchia si è ritirata ufficialmente oggi, dopo l’annuncio fatto tre mesi fa, dalla Convenzione di Istanbul con la motivazione che quest'ultima rappresenterebbe una minaccia ai “valori della famiglia” e che “normalizza l’omosessualità”; ciò aumenterà i rischi di subire violenza per milioni di donne e ragazze in Turchia ma anche in altri Paesi come la Polonia e l'Ungheria i quali hanno assunto posizioni simili a quelle del presidente turco Erdoğan.“Allo scoccare della mezzanotte, la Turchia ha voltato le spalle alla protezione delle donne, inviando uno sconsiderato e pericoloso messaggio a chi compie violenza contro di loro: potranno continuare a farlo con impunità”, ha dichiarato la segretaria generale di Amnesty International Agnès Callamard.Il trattato in questione è entrato in vigore con la firma degli stati membri del Consiglio d’Europa nel maggio 2011 proprio a Istanbul e contiene una struttura giuridica per proteggere le donne dalla violenza e per promuovere l’uguaglianza di genere attraverso atti legislativi, l'istruzione e la sensibilizzazione dell'opinione pubblica.La Convenzione di Istanbul è ampiamente considerata uno strumento fondamentale per contrastare gli enormi tassi di violenza contro le donne in Europa e la sua attuazione ha favorito importanti progressi, tra cui l’istituzione in Finlandia di linee telefoniche attive 24 ore su 24 per le donne che subiscono violenza domestica e l’introduzione, a partire dal 2018, di leggi sullo stupro basate sul criterio del consenso in Islanda, Svezia, Grecia, Croazia, Malta, Danimarca e Slovenia. Inoltre nel giugno 2021 il Liechtenstein è diventato il 34° stato membro del Consiglio d’Europa su 47 ad averla ratificata.Tuttavia in molte parti d’Europa la Convenzione è stata strumentalizzata per diffondere informazioni false e demonizzare l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne e delle persone Lgbti. Il ritiro della Turchia dalla Convenzione è uno sviluppo estremamente preoccupante anche perché avviene in un periodo di erosione dei diritti nel paese. Il 26 giugno la polizia anti-sommossa ha usato forza eccessiva contro i partecipanti al Pride di Istanbul che erano scesi in strada nonostante l’evento fosse stato vietato per il sesto anno consecutivo. Centinaia di manifestanti sono stati colpiti dai gas lacrimogeni e dai proiettili di plastica. Inoltre sono state arrestate almeno 47 persone, tra cui due minorenni e un giornalista dell’Agenzia France Presse che ha subito maltrattamenti e torture da parte della polizia mentre era bloccato a terra con un ginocchio sul collo.“La Turchia ha rimandato indietro le lancette dell’orologio di 10 anni rispetto ai diritti delle donne e ha stabilito un terrificante precedente. Ma questa deplorevole decisione è diventata un punto di svolta per le attiviste di tutto il mondo, determinate con noi a resistere a ulteriori assalti ai diritti umani”, ha concluso Callamard.

Fonte:amnesty.it

Foto © DFAT photo library is licensed under CC BY 2.0

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