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«Con le primarie online si rischia l’effetto boomerang. Le donne? Non sono ancelle»- Corriere.it

Scritto da Google News. Postato in Diritti delle donne

Chiara Foglietta

Chiara Foglietta, 36 anni, ingegnera biomedica, vicecapogruppo del Pd in Comune, dove sono finite le donne nella contesa per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra? «Le donne ci sono».

E dove? «Io ne conosco molte, giovani, di sinistra e competenti, che sono al lavoro e stanno mettendo le loro idee a disposizione per costruire un progetto per il futuro della città».

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Ammetterà che non si parla di candidate sindache donne? «Sì, certo. E su questo le giovani donne del centrosinistra dovrebbero dimostrare più coraggio. Del resto ci troviamo davanti a una giunta uscente dove non solo la sindaca, ma anche la vicesindaca e la capogruppo sono donne. Attenzione però a pensare che le donne possano essere usate strumentalmente».

Con chi ce l’ha? «Con chi pensa alle donne come a una bandierina, o a una pedina da mettere accanto a qualcun altro: per cui se il candidato sindaco è uomo, la vice dev’essere donna».

L’idea del ticket non le piace? «Più che altro, se qualcuno dovesse chiedermelo, io mi rifiuterei di fare la vice di un candidato di cui non conosco nemmeno il programma o di cui non so come la pensa, per esempio, sul riconoscimento dei figli delle coppie gay».

Lei ne sa qualcosa, visto che suo figlio è stato il primo bambino registrato all’anagrafe quale figlio di due mamme. Ma l’ha fatto Appendino, non il centrosinistra… «È vero, anche se l’amministrazione comunale di Torino ha una lunga storia di conquiste nel campo dei diritti. Io penso infatti che quella strada percorsa da Appendino, anche grazie agli stimoli che sono arrivati da me, non vada abbandonata. Per questo, prima che di nomi o di quote rosa, vorrei sentir parlare di programmi».

Non si sta facendo? «Qualcuno lo sta facendo, altri non mi pare».

Il dibattito si è avviluppato sui nomi, è un dato di fatto. E ora si rischia di replicare sulla questione primarie. «Io sono sempre stata una sostenitrice entusiasta delle primarie, le chiesi pure nel 2016 sulla ricandidatura di Fassino. Non possono essere usate però strumentalmente da chi pensa così di far emergere il candidato più popolare, o presunto tale».

La direzione le aveva archiviate... «E io sono una di quelle che ha votato a favore della relazione del segretario Carretta: la consultazione deve poter essere fatta in sicurezza, e in questo momento non è possibile».

Ma i vertici nazionali del partito hanno annunciato di avere una piattaforma per farle online. Si faranno lì? «Questo lo valuteremo, ma attenzione: il nostro è un partito di eletti e di militanti in carne e ossa, che si incontrano, discutono, tessono relazioni. E poi bisognerà capire se questa piattaforma di cui si parla garantirà l’identità delle persone e la veridicità dei dati».

Teme brogli o hackeraggi? «Per anni abbiamo attaccato i 5 Stelle per la piattaforma Rousseau: non vorrei si trasformasse in un boomerang».

Lo Russo o Salizzoni? «Io credo nella competenza. Sopratutto se si vuole fare il sindaco di una città come Torino. E su questo non c’è solo Lo Russo, ma anche Enzo Lavolta, per esempio. E poi attenzione: il candidato dev’essere amato, certo, ma non dev’essere soltanto il più amato».

22 gennaio 2021 | 10:16

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