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Legalizzare la prostituzione? Le star di Hollywood non ci stanno

Scritto da Google News. Postato in Diritti delle donne

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Emma Thompson, Kate Winslet, Meryl Streep, Emily Blunt, Claire Danes, Lena Dunham, Anne Hathaway. Ma sono anche tante altre le attrici di Hollywood che hanno firmato una petizione per chiedere a Amnesty International di fare marcia indietro sulla sua proposta a proposito della prostituzione.

L’organizzazione per la difesa dei diritti umani, in un documento da presentare all’«International Council Meeting», l’assemblea nazionale di Amnesty, in corso a Dublino, chiede la depenalizzazione dell'industria del sesso e la legalizzazione dello sfruttamento della prostituzione.

Il motivo: «La criminalizzazione della prostituzione non fa altro che aumentare la discriminazione nei confronti di coloro che vendono sesso, mettendoli più a rischio di persecuzioni e violenze, inclusi gli abusi da parte della polizia». Per questo chiede «la migliore tutela possibile dei diritti umani dei lavoratori e lavoratici del sesso, attraverso misure che includono la depenalizzazione della prostituzione».

Ma le celebrities non ci stanno e, su change.org, lanciano il loro appello perché Amnesty riformuli la sua proposta. «I medici, le testimonianze e le ricerche approfondite dimostrano che l'industria del sesso si basa sulla disumanizzazione, il degrado e la violenza di genere che può causare danni fisici e psicologici che durano per tutta la vita. Esortiamo Amnesty International a non adottare alcuna politica che supporti la depenalizzazione dell'industria del sesso. Questo rafforzerebbe i pilastri di una industria multimiliardaria che fa leva sulle popolazioni più emarginate e vulnerabili».

E ancora: «La Coalizione contro la tratta delle donne (CATW) crede fermamente e concorda con Amnesty nel ritenere che gli esseri umani acquistati e venduti nel mercato del sesso, per lo più donne, non devono essere criminalizzati dalle forze dell'ordine o dai governi. Tuttavia, ciò che il documento di Amnesty propone è una violazione dei principi dei diritti umani di lunga data, e dei diritti delle donne in particolare, incluso quello di vivere una vita libera dalla violenza e con dignità». Invece la petizione vuole «garantire che tutti abbiano il diritto di fondamentale non essere comprati e venduti».

Intanto, sul Guardian, anche una lavoratrice del sesso ha fatto sentire la sua voce. Molly Smith, prostituta, sostiene che «la proposta di Amnesty non fa altro che dare voce a quello che è il parere di molte lavoratrici del sesso».

Ma quali sono le scelte dei Governi a proposito della prostituzione? Guarda nella gallery in alto

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