«La democrazia è ancora lontana»La Tunisia raccontata dal gatto Willis
Il protagonista è un gatto di nome Willis («Willis from Tunis»). È nato il 13 gennaio 2011, durante la rivoluzione dei Gelsomini, con vignette graffianti contro la dittatura di Ben Ali. La sua creatrice è Nadia Khiari, 42 anni, fumettista tunisina e professoressa d’arte al liceo, che ha voluto così rivendicare la libertà di espressione negata troppo a lungo al suo popolo. Ma è stato solo l’inizio: negli ultimi quattro anni Willis ha criticato il potere del governo islamista, ha strenuamente difeso i diritti delle donne arabe e anche adesso sotto il governo laico di Essebsi non ha perso il suo consueto scetticismo.
L’8 agosto alcuni suoi disegni saranno esposti per la rassegna «Mediterraneo senza confini» ad Acquedolci (Messina) e a novembre arriveranno all’ex Fornace di Milano. Intanto sta lavorando a un libro di vignette satiriche:Il manuale del perfetto dittatore.
«Ci sono stati molti momenti difficili dopo il 2011 — spiega l’autrice a “la Lettura” —: omicidi politici, attacchi degli islamisti contro gli artisti, i giornalisti, gli intellettuali e gli accademici, attentati terroristici...». La Tunisia viene spesso presentata come l’unica storia a lieto fine tra le cosiddette Primavere Arabe. «È chiaro che rispetto ad altri Paesi, siamo riusciti a non piombare nel caos e nella guerra. Ma dire che abbiamo un pieno processo democratico è un’altra cosa. Abbiamo bisogno di molto tempo per sradicare i problemi che minano il nostro Paese: la corruzione, il nepotismo, il clientelismo, il denaro sporco, il fondamentalismo, la povertà, la disoccupazione....».
Le abbiamo chiesto di scegliere per «la Lettura» nove vignette accompagnate da didascalie per raccontare la Tunisia post-rivoluzione dei Gelsomini vista dal gatto Willis. Potete seguirla su Facebook e Twitter(Testi a cura di VIVIANA MAZZA)


