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Il primo spot tv di Hillary: una combattente

Scritto da Google News. Postato in Diritti delle donne

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04-08-2015

 

 

NEW YORK. Una "combattente": combattente per le famiglie, per i loro diritti sociali degli esclusi, delle donne, dei bambini, di chi non ha assistenza sanitaria e soprattutto, "come ormai la gente sa, che non si arrende mai": con questa immagine di sé Hillary Clinton ha dato il ciak alla campagna per le presidenziali Usa del 2016 in un video di circa quattro minuti e mezzo in cui il concetto della "lottatrice" viene corroborato da un collage di suoi discorsi, comizi e interviste e foto dei momenti più salienti della sua vita pubblica.

Scandito da una serie di date, il video parte dal 1973 e ci viene mostrata Hillary Rodham studentessa, Hillary First Lady, Hillary segretario di Stato. I suoi professori di legge a Yale ricordano la determinazione unita all'intelligenza di quella studentessa occhialuta dall'apparenza timida e fragile, ma che già scelse di impegnarsi in un programma di assistenza a famiglie e bambini bisognosi.

Poi ci sono gli anni alla Casa Bianca e il discorso al 4/a Conferenza mondiale Onu sulle donne a Pechino, settembre 1995: "La storia delle donne - scandì la First Lady in tailleur rosa dalla cattedra - è una storia di silenzi". E poi: "Consideriamo una violazione dei diritti umani. Quando ai neonati viene negato il cibo, quando vengono fatti annegare o soffocati solo perché sono nati bambine". E infine: "I diritti umani sono diritte delle donne e i diritti delle donne sono diritti umani".

Poi ci fu la battuta d'arresto della battaglia per estendere la copertura sanitaria: "Bill mi chiese - dice lei in un'intervista - di vedere se fosse possibile arrivare a dare l'accesso ai servizi sanitari a tutti gli americani". "Lavorammo veramente duro, ma non abbiamo avuto successo. Fu una delusione", ammette l'ex First Lady, che però si è subito rimboccata le maniche per la prossima battaglia, più limitata: l'accesso per i bambini. "Lei nuota controcorrente", le fece notare un'intervistatrice, ma lei replicò: "E' la corrente che non va nella giusta direzione".

Breve intermezzo sull'11 settembre 2001, poi il video passa al 2009: "Lui ha vinto e io ho perso. Ma Obama mi ha chiesto di diventare segretario di Stato, e io ha acconsentito per lo stesso motivo: entrambi amiamo il nostro Paese".

Infine il presente. Scorrono tenere foto in bianco e nero accanto al papà e alla mamma, Dorothy Emma Howell: "Il mio papà, figlio di un operaio in fabbrica, cominciò una piccola attività in proprio", ricorda lei. "Ma la mamma non poté mai entrare in un college". "Per questo - dice lei in un comizio - le famiglie americane hanno bisogno di un campione che lotti per loro ogni giorno. E io voglio essere questo campione. E, come ormai la gente ha capito, io non mi arrendo".

 

 

 

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