Quattro spunti su cui lavorare per l’uguaglianza di genere
Senza diritti civili e sociali, non c’è innovazione. E non c’è progresso, soprattutto per le donne. Gli ultimi 40 anni in questo senso sono stati caratterizzati da molte conquiste: dalla eliminazione nel 1960 delle tabelle remunerative differenti per uomini e donne nei contratti collettivi nazionali di lavoro, fino alle misure contro la violenza di genere approvate per decreto nel 2013.
In mezzo molte altre: la legge sul divorzio nel 1970, la riforma del diritto di famiglia con la parità nei diritti e nei doveri nel 1975, l’abolizione del matrimonio riparatore nel 1981 (ebbene sì esisteva e solo per le donne), per arrivare nel 2009 all’approvazione della legge sullo stalking. Eppure la società non sembra ancora pronta ad accogliere una reale parità di genere e tanti segnali ci suggeriscono che il riconoscimento del talento delle donne non è scontato. Al contrario, ci dicono che si vorrebbe riportare le donne a ruoli del passato.
EMPOWERMENT FEMMINILE PER CONTARE DI+
EMPOWERMENT FEMMINILE Lunedì scorso, 14 gennaio, abbiamo organizzato – assieme ad altri iscritti e iscritte di Più Europa, tra cui Anna Maria Zanetti e Federica Thiene promotrici di una bella iniziativa di sensibilizzazione sulla parità di genere proprio dentro il nostro partito – una prima riunione alla Camera dei Deputati per ascoltare e ragionare su proposte concrete per promuovere il contributo delle donne alla società — a partire da istruzione, lavoro e imprenditoria.Mi hanno colpito la incredibile ricchezza professionale e umana delle tante donne che hanno partecipato e la concretezza con cui ci siamo confrontati, consapevoli tutti – quando si affronta il tema della parità – di non poter più ripartire ogni volta da zero. È stata una bellissima energia che ha invaso Montecitorio – il video lo testimonia – e che deve invadere, ed emozionare, tutto il Paese. Per questo motivo ci rivedremo, allargheremo la partecipazione, ci daremo un’agenda di lavoro e iniziative puntuali coinvolgendo il più possibile in maniera trasversale altri colleghi e colleghe della Camera sensibili al tema dell’empowerment delle donne.Per il resto, spero che il primo Congresso di +Europa che si terrà a Milano dal 25 al 27 gennaio, sia un’occasione non solo per discutere ma per promuovere una vera agenda politica per l’empowerment di tutte le donne. Più diritti, più libertà, più opportunità.Più uomini che si occupano della parità delle donne.
Geplaatst door Alessandro Fusacchia op Zaterdag 19 januari 2019
Per questo motivo ho partecipato attivamente al tavolo di lavoro promosso dal deputato Alessandro Fusacchia di +Europa con l’obiettivo di ragionare su proposte relative al ruolo della donna nella società a partire da istruzione, lavoro, sociale, imprenditoria. Convinta che la vera battaglia da fare adesso sia culturale e necessiti di tutte le forze positive in campo: uomini, donne, politica e società civile. Il primo incontro si è svolto lunedì 14 gennaio alla Camera dei Deputati ed è subito nata l’idea di renderlo un gruppo di lavoro stabile e partecipato coinvolgendo in futuro forze politiche trasversali sensibili al tema dell’empowerment delle donne.
Il diritto a non fare le torte
Il mio intervento ha preso le mosse dalla riflessione di una mamma pubblicata sul Corriere della Sera La 27Ora che rivendicava il suo diritto a “non fare le torte” in seguito alla poco felice frase della maestra “ognuno ha le sue priorità”. Nello stesso giorno il Corriere pubblicava un ampio pezzo sul tema del caring familiare e la “mission impossibile” delle donne. Già, perché chi sceglie di lavorare deve inevitabilmente delegare o abdicare ad alcuni aspetti della cura familiare. Per poi sentirsi giudicata appunto dalla società (come nel caso di Anna, la mamma della storia).


