Per spiegare le disuguaglianze alle bambine - Corriere.itLa 27esimaora: il blog femminile di Corriere della Sera
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Dal libro: La grande avventura dei diritti delle donne di Soledad Bravi e Dorothée Werner. Per spiegare alle più giovani perché... è andata così male e come ne stiamo uscendo.Per secoli, spiegano le autrici, i maschi hanno pensato di essere gli unici artefici delle nuove nascite. E questo li ha fatti sentire superiori.

Ci si è messa anche l’economia: benché le popolazioni dipendessero soprattutto dalla raccolta, la caccia, più pericolosa e meno fruttuosa, ma riservata agli uomini, fu ritenuta più importante.

Le differenze si moltiplicarono soprattutto nelle civiltà più antiche. Con qualche eccezione. Per esempio, nell’Egitto tolemaico.

Il Medioevo ebbe, oggi lo sappiamo, luci e ombre...

Soprattutto ombre per le donne. Anche se la caccia alle streghe risale al nostro Rinascimento.

Un fenomeno molto particolare del Nord Europa fu quello delle beghine: comunità indipendenti di donne, spesso vedove, che rifiutavano nuovi matrimoni o conventi.

Le beghine iniziarono anche a sviluppare teoria innovative sulla condizione femminile. Il movimento, sia pure con altre caratteristiche, si diffuse anche in Italia.

Ma la donna che con più chiarezza espresse i diritti delle donne fu la francese Olympe de Gouge, il cui vero nome era Marie Gouze (Montauban, 7 maggio 1748 – Parigi, 3 novembre 1793).

Il suo coraggio e la durissima reazione degli uomini, che pure avevano guidato la Rivoluzione francese e creduto nella Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino, la condussero sulla forca.

Il periodo napoleonico, con un codice fortemente discriminatorio, segnò un notevole passo indietro delle donne. Non soltanto in Francia.

Il Codice fu preso a modello per i codici civili di tutta Europa nell’Ottocento.

Ma all’Ottocento risale anche la battaglia per il diritto di voto, in Gran Bretagna.

Nel frattempo anche il Francia si sviluppava un vivace movimento femminile, che si batteva anche per migliori condizioni sul lavoro.

La Prima guerra mondiale diede un grosso impulso alla libertà delle donne, che erano state chiamate a contribuire in tutti i modi allo sforzo bellico. Le dittature nazi-fasciste, soprattutto in Italia, in Germania, in Spagna e nei Paesi dell’Europa dell’Est, imposero un nuovo stop.

Il secondo Dopoguerra portò il voto in quasi tutti i Paesi. Ma non mancarono le contraddizioni. La strada, era però aperta.

Decisivi furono gli anni Settanta del Novecento. Soprattutto per l’approvazione di leggi innovative e per i nuovi codici di famiglia.

Tra le battaglie più dure e in parte ancora aperte, quella per l’educazione sessuale, la contraccezione e l’aborto legale, segnata dalla durissima opposizione della Chiesa cattolica.

Qual è la situazione oggi? Migliore. Ma non basta.

Le donne però non arretrano. Anzi. La battaglia continua... come raccontano Soledad Bravi e Dorothée Werner ne La grande avventura dei diritti delle donne, edito da Sonda.
La crew di oggi

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