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Nicole Kidman: «Ho due figlie piccole difendo il tempo per stare con loro»

Scritto da Google News. Postato in Diritti delle donne

Nicole Kidman alla presentazione del film «Boy erased» al Toronto Festival (Afp)

Quello che le raccomandava Stanley Kubrick sul set, Nicole Kidman lo ha preso davvero alla lettera. Si è impegnata e lo ha messo in pratica mentre stava avvicinandosi al giro di boa (nel 2017) del mezzo secolo anagrafico. Lo ha tradotto in ruoli che oggi le continuano a fruttare nomination e premi prestigiosi. «Mi annoia il naturalismo, mi imbarazza. Non fare finta di essere reale. Trasportami in una dimensione diversa», la pungolava il regista durante le riprese (nel 1999) di Eyes Wide Shut. Senza esitazioni Kubrick la metteva a nudo (in tutti i sensi), davanti alla cinepresa e con effetto lente di ingrandimento raccontava il complesso e morboso rapporto di coppia al centro della vicenda, «complice» l’oggi ex marito Tom Cruise: nella realtà sono stati legati da 11 anni di matrimonio (1990-2001), due figli adottivi Connor e Isabella che oggi vivono con il padre e che l’attrice evita quasi sempre di citare pubblicamente.

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Nicole Kidman, diva senza tempo
Perfetta? Non solo

All’epoca di Eyes Wide Shut, Kidman ha 32 anni e già incarna il simbolo della donna perfetta: il grande schermo l’attende di lì a poco come Satine nel musical cinematografico di Baz Luhrmann Moulin Rouge!; ma anche come Joanna, manager d’acciaio protagonista di The Stepford Wives, la commedia di Frank Oz giunta poi in Italia con il titolo tradotto in — ma guarda un po’— La donna perfetta... Che dire poi dello spot dove il premio Oscar (come miglior attrice protagonista nel ruolo di Virginia Woolf in The Hours, 2003), impersona in carne e bionda chioma il mitico profumo Chanel N°5? Quella era e resta la sua immagine ufficiale. Quando te la trovi dinanzi a pochi centimetri provi un certo stupore nel vederla praticamente immutata rispetto ad allora, pensando poi ai ruoli che oggi interpreta sul grande schermo. Lontani da quell’ideale di bellezza algido-ieratico che la identifica da sempre. Al contrario, come le chiedeva Kubrick, oggi è la perfetta rappresentazione di donne provenienti da «dimensioni diverse».

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imageTom Cruise e Nicole Kidman

Magici 50

Sarà per la sicurezza acquisita dopo il superamento degli -anta («ha rappresentato un momento di rinascita. Non solo professionale. Ne parlo volentieri perché la mia esperienza potrebbe essere di aiuto ad altre donne. La mia bellezza? Sono onesta, mi ci impegno molto. E trovo che riuscire a mantenere una bella pelle sia fondamentale nel rafforzare la propria immagine. Non solo per un’attrice»); sarà per il felice secondo matrimonio con il cantante country australiano Keith Urban (convolano a nozze nel 2006 e hanno due figlie: Sunday Rose, 10 anni, e Faith Margaret , 8, quest’ultima da maternità surrogata); sarà per la sicurezza acquisita dopo tante esperienze hollywoodiane. Fatto sta che Kidman oggi può permettersi di impersonare donne contemporanee e dalle vicende con radici affondate nella devastazione della società attuale.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.?v=%5Ban%20error%20occurred%20while%20processing%20this%20directive%5D" alt="image" /> Nicole Kidman e Keith Urban

Gaffe da social

Due settimane fa circa eccola a Los Angeles, ai Golden Globe: nomination per l’interpretazione di Erin, madre cocainomane impegnata a salvare la figlia destinata a una analoga e devastante esperienza legata alla droga, protagonista di Destroyer di Karyn Kusama. Parentesi: un’edizione, quella dei Golden Globe 2019, assurta ai clamori mediatici proprio per una gaffe «involontaria» di Kidman: il premiato Rami Malek (interpreta Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody) sale sul palcoscenico e si avvicina alla diva di rosso scuro, un burgundy, vestita e tenta di salutarla; lei lo snobba. Il video della scena postato sul web diviene virale nel mondo, in pochi minuti. Nessuna dichiarazione da Kidman; qualche giorno dopo Malek ospite in tv al Jimmy Kimmel Live! commenta: «Siamo amici da sempre con Nicole. Solo un incidente involontario. Anzi. Keith (Urban, il marito dell’attrice; ndr), grande fan dei Queen, mi ha fatto infiniti complimenti». C’è invece chi ha letto nel gesto di Kidman un risentimento per la vittoria del timido e deferente Malek.

imageRami Malek durante la premiazione ai Golden Globe 2019

Mettersi alla prova

Certo è che lo stupore suscitato nei media dall’inattesa reazione on stage di Kidman nasce proprio da ciò che l’attrice oggi rappresenta. Un riferimento. Per la sua capacità nel muoversi pubblicamente, basti pensare al sostegno dato a #MeToo; donna energica, determinata e molto impositiva. Ma se le chiedi di definirsi in tre parole, eccole: «Appassionata, sensibile e curiosa». La partecipazione in Destroyed è l’esempio di come sia. «Quando ho saputo che Karyn Kusama cercava l’attrice per il ruolo, mi sono fatta avanti. Non avevo mai interpretato una parte così: una sfida. Le ho detto che avrei messo tutta me stessa. Si è fidata e si è presa la responsabilità. Avere l’opportunità di interpretare un ruolo simile in un momento come questo della mia vita e della mia carriera professionale è un’opportunità irripetibile». Ma di che momento parla la bionda diva? Di un momento di grande affermazione professionale, nonché personale come donna e madre.

imageNicole Kidman nel film «Destroyed»

Grazie alla madre

Professionalmente, in questo stesso periodo sul grande schermo ci sono altre due pellicole che la vedono protagonista: Boy Erased, diretto da Joel Edgerton in cui è Nancy, madre di Jared (Lucas Hedges), 19enne omosessuale che dopo aver fatto coming out con i genitori da questi è costretto a una «terapia di conversione»; ben altra tipologia di madre interpreta in Aquaman: Atlanna, tonica e atletica regina, madre del futuro monarca di Atlantide. «Mi sono molto divertita a farlo. Francamente avevo bisogno di interpretare un ruolo come questo dopo altre due madri così impegnative». Perché le due madri cardine di Destroyed e di Boy Erased, sembrano voler mettere in primo piano il volto meno scontato e leggibile dell’attrice. Non c’è più solo «la Kidman» patinata, ma anche — e forse solo — Nicole, donna e artista dalle scelte non necessariamente attente al botteghino. Degna figlia di Janelle, sua madre. «A cui devo tutto. Grazie a lei, ma anche a mia sorella Antonia se oggi sono su questo palcoscenico a ritirare questo premio», aveva dichiarato in occasione dei Golden Globe 2018. Il riconoscimento le fu assegnato per la sua interpretazione nella serie tv Big Little Lies, la cui seconda stagione su Hbo è prevista il prossimo giugno. Kidman, oltre a essere tra le protagoniste (atteso l’arrivo di Meryl Streep), ne è anche produttrice: ha dato infatti vita con successo alla casa di produzione Blossom Film.

imageNicole Kidman nel 2017 premia per «Big Little Lies»

Sorellanza

L’omaggio alla madre non è stato di circostanza: attivista e impegnata nella difesa dei diritti delle donne, Janelle Ann Kidman ha fatto parte di Women’s Electoral Lobby, associazione femminista australiana (Kidman ha cittadinanza statunitense, nasce a Honolulu il 20 giugno 1967, ma è a tutti gli effetti uno dei simboli dell’Australia, dove si trasferisce con la famiglia ancora bambina), creata all’inzio degli Anni 70. Non sorprende dunque che Kidman sia stata tra le portabandiera del movimento #MeToo. «Si sta verificando un profondo cambiamento sociale e ci si sta spostando verso una sempre più intensa sorellanza. Quello che è accaduto in particolare grazie a #MeToo: ha messo in moto l’ingranaggio di un meccanismo inarrestabile. Sta lavorando in modo costante. Una condivisione di intenti tra donne, per ottenere giusto rispetto e valutazione dal mondo; ma anche la forza per denunciare violenze e abusi ricevuti. Sono cambiamenti importanti».

imageNicole Kidman in recente ritratto

Segreti di famiglia

Molto ha fatto l’impegno di Kidman in prima persona (compreso il ruolo come ambasciatrice di Unifem, lo United Nations Development Fund for Women), ma anche la scelta di ruoli simbolo, come nel caso della sua partecipazione a Big Little Lies che ha anticipato sul piccolo schermo il tema delle molestie sessuali. Tiene però a evidenziare che «dal mio punto di vista dovrebbero essere tutte cose naturali. Purtroppo non è così. Però la mia sensibilità è diversa. E non potrebbe essere diversamente: provengo da una famiglia di donne. Mio padre ha avuto un ruolo importante, è la figura centrale nella nostra esistenza. Ma in casa il ruolo primario lo hanno avuto le donne. Mia madre e mia sorella. Ma anche zie e cugine. La nostra è una sorellanza di famiglia. Le donne da sempre si impegnano per conseguire risultati e raggiungere traguardi. Ne potrebbe derivare uno slogan: una moglie felice, rende la vita felice; una donna felice, rende il mondo felice».

imageNicole Kidman agli Annual Screen Actors Guild Awards 2018

Mamma Nicole

Se lasciamo «la Kidman» sul red carpet, quale l’immagine di Nicole madre e moglie? «Sono una donna e una madre attenta a non sprecare il proprio tempo. Ho avuto dei figli in età matura e ho vita e carriera impegnative. Devo gestire bene il mio tempo. Difenderlo. Mio marito me lo ripete sempre. “Puoi acquistare tante cose, non il tempo: la cosa più preziosa che possiedi”. Ha ragione. Ho due fantastiche figlie di 10 e 8 anni. Voglio essere in forma, sempre disponibile e felice per coltivare un rapporto il più positivo possibile. Vorrei condividere una vita lunga con loro, vederle sposate e un giorno giocare con i miei nipotini». Quando può trascorre del tempo nella sua casa di Nashville, dove vive. Lì la Kidman peccaminosa di Eyes Wide Shut diventa mamma affettuosa e iper protettiva, tanto da portare le figlie solo su set non a rischio, come quello di Aquaman: «Con mia sorella e i miei nipoti. Grazie agli effetti speciali ci siamo divertiti come pazzi». Il poco tempo libero che ha lo dedica alle sue piccole-grandi passioni: leggere, fare passeggiate, stare all’aperto magari al crepuscolo o di sera e in autunno, sono quelli i suoi momenti preferiti. Ma anche «coltivare fiori e ortaggi: quando fioriscono il mio roseto e le mie gardenie provo una gioia immensa. La condivido con la mia famiglia. Ne fanno parte anche due amatissimi gatti».

La lady di ferro Meryl Streep

Altro che diva da red carpet. «Sono una donna di oggi, un pizzico old fashion. Ti dà charme». Ma la diva dal set non riesce stare lontana molto a lungo. Ora è in post produzione lo psycho-thriller The Goldfinch (Il cardellino) di John Crowley, tratto dall’omonimo romanzo di Donna Tartt, premio Pulitzer; in corso le riprese del film sullo scandalo sessuale che coinvolse Roger Ailes, patron di Fox News denunciato per molestie dall’anchor woman Gretchen Carlson, interpretata proprio da Kidman. Diva senza esitazioni e uno pensa anche senza modelli di riferimento. Invece no. «Sono cresciuta con i film di Vivien Leigh, Ingrid Bergman e Jeanne Moreau. Eccezionali. Ma oggi non posso che amare Meryl Streep». Non a caso, come Kidman, una Lady di ferro.

17 gennaio 2019 (modifica il 18 gennaio 2019 | 00:15)

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