In Arabia Saudita un'altra ragazza ha denunciato le violenze del padre
La storia di Rahaf Mohammed al-Qunun, la ragazza fuggita dall'Arabia Saudita per trovare riparo in Canada dopo avere rischiato il rimpatrio forzato, è stata d'esempio per chi, come lei, è costretta fare i conti con l'oppressione dei diritti delle donne nel Paese arabo. Un’altra donna saudita, Njoud al-Mandeel, ha deciso infatti di pubblicare su Twitter un appello per chiedere protezione dal padre violento.
LA FUGA DI RAHAF E IL RIFUGIO A BANGKOK
«Sono scappata di casa per sfuggire alle botte di mio padre», ha spiegato la ragazza sull'account aperto da pochi giorni, probabilmente ispirata dal coraggio di Rahaf. La 18enne diventata popolare in tutto il mondo si era rifugiata per diversi giorni in una camera d'albergo di Bangkok per evitare di essere riconsegnata al suo Paese, sollevando una campagna di portata globale per la tutela dei diritti femminili.
L'AIUTO DI UN'AMICO PER SCAPPARE DI CASA
Come ricostruito dal Corriere della Sera, Njoud avrebbe chiesto aiuto a un'amica: a differenza di Rahaf, non avrebbe intenzione lasciare il Paese, ma he detto di essere vittima delle violenze del padre che la picchia «per cose banali». Njoud ha anche pubblicato un video che riprende la piscina recintata di un vicino, dove sostiene di essere saltata dalla finestra della sua camera da letto prima che un amico le prestasse soccorso per fuggire insieme. «Non ditemi di presentarmi alla polizia», ha scritto.
I FUGGITIVI RISCHIANO LA MORTE
Secondo quanto riferito dai media locali, i procuratori stanno esaminando le sue accuse. Se catturati, i fuggiaschi rischiano la morte per mano dei parenti, per aver fatto vergognare la famiglia. Indipendentemente dalla loro età, le donne in Arabia Saudita devono avere il consenso di un parente maschio per ottenere un passaporto, viaggiare o sposarsi. Attraverso un'app, gli uomini possono concedere o negare a una donna il permesso di viaggiare.


