Stampa

PICCOLI SCHIAVI, GRANDI SILENZI: IL COSTO NASCOSTO DIETRO L'INFANZIA NEGATA

115847189 8a253d6d 139e 44e8 b67e ef05596c7887

Il 12 giugno si celebra la Giornata mondiale contro il lavoro minorile, istituita nel 2002 dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). Non si tratta di una semplice ricorrenza sul calendario, ma di un richiamo urgente alla realtà.

Oggi, milioni di bambini nel mondo sono privati della loro infanzia, dell'istruzione e del diritto di giocare. Spesso lavorano in condizioni pericolose nell'agricoltura, nelle miniere o nelle fabbriche, per produrre beni che finiscono anche sui nostri mercati.

I numeri dello sfruttamento: la fotografia globale

I dati dell'ultimo rapporto congiunto ILO e UNICEF mostrano una realtà ancora drammatica. Nonostante i progressi globali, l'obiettivo internazionale di azzerare il fenomeno è lontano:

  • 138 milioni: I bambini e gli adolescenti (tra i 5 e i 17 anni) ancora costretti a lavorare nel mondo. Significa quasi l'8% della popolazione infantile globale.
  • 54 milioni: I minori impiegati in lavori altamente pericolosi che minacciano direttamente la loro salute, sicurezza e moralità.
  • Genere: Il fenomeno colpisce maggiormente i ragazzi (78 milioni) rispetto alle ragazze (59 milioni). Il divario, tuttavia, si azzera se si conteggia il lavoro domestico non retribuito.

La stragrande maggioranza dei minori è impiegata nel settore primario, ma lo sfruttamento tocca ogni ambito economico:

Settore

Percentuale sul totale

Esempi di attività

Agricoltura

61%

Campi, piantagioni, pesca e silvicoltura.

Servizi

27%

Lavoro domestico e commercio ambulante.

Industria

13%

Fabbriche tessili, edilizia e miniere.

MARCHIO ETICO

Aggiungi commento

I commenti sono soggetti a moderazione prima di essere pubblicati; è altrimenti possibile avere la pubblicazione immediata dei propri commenti registrandosi ed effettuando il login.


Codice di sicurezza
Aggiorna