Cava de' Tirreni, bufera dopo le parole di Luigi Petrone: «Aborto peggio della Shoah»
a naziste che non meritano di essere assolte è inaccettabile e lesivo della loro dignità. Ferma condanna per chi dice di aver assolto venditori di morte ma di essersi rifiutato di assolvere chi abortiva». La Avagliano ha fatto sapere che, con le associazioni, sta preparando un documento per chiedere le dimissioni di Petrone.
In serata il commento del sindaco Vincenzo Servalli : «Un gruppo di giovani studenti mi chiede un’opinione sulle dichiarazioni di Petrone in riferimento alla possibilità di una donna di scegliere, così come disciplinato dalla legge, l’aborto, senza per questo essere considerata una nazista o una assassina. Un paragone inaccettabile, Petrone farebbe bene a scusarsi per le parole utilizzate. Una parte della nostra città a l’ex fra Gigino ha sempre perdonato tutto e così farà anche oggi». C’è chi sta con Petrone: «Ho già intravisto – dice il sindaco – qualche commento che riduce la cosa ad esempio di schiettezza o altre ridicole amenità, altri che esprimono solidarietà e sostegno al consigliere, altri ancora che semplicemente condividono il suo pensiero. È una Cava ancora minoritaria e tocca anche alle giovani generazioni impegnarsi per fare in modo che rimanga tale. Continuerò la mia battaglia perché prevalga una città civile».
“Potere al Popolo” sulle barricate: «Quelle di Petrone sono affermazioni che colpiscono duramente tutti noi, sono ideologie espresse con termini forti e inopportuni che ci riportano indietro al Medioevo – il duro j’accuse di Davide Trezza – . Non possiamo assistere a teatrini del genere, personalità come la sua recano solo danno alla città».
A difendere l’ex francescano, invece, è il suo braccio destro ed esponente politico de “La Fratellanza”, Massimo Buchicchio : è stato delegato proprio da Petrone. «Nessun attacco specifico alle donne – ha detto Buchicchio – . Petrone ritiene che nessuno abbia il diritto a sopprimere una vita. Le istituzioni non sono state capaci di attuare la parte migliore della legge, che parla di promuovere e sviluppare servizi socio- sanitari e altre iniziative per evitare che l’aborto sia usato ai fini di limitare le nascite».
