Il multilateralismo aiuterà la ripresa del mondo
Tutti i governi nazionali, le imprese, le città e le istituzioni finanziarie dovrebbero ora aderire alla coalizione globale per ridurre le emissioni di CO2 allo zero netto secondo quanto stabilito dall’accordo di Parigi, e cominciare ad attuare piani e politiche concreti.
La pandemia ha causato la peggiore crisi economica globale dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Il ritorno a un’economia globale forte e stabile è una priorità assoluta. Di fatto, l’attuale crisi sta minacciando di annullare i progressi realizzati nell’arco di due decenni per combattere la povertà e la disparità di genere. Le disuguaglianze stanno mettendo in pericolo le nostre democrazie minando la coesione sociale.
Globalizzazione e commercio
Non vi è dubbio che la globalizzazione e la cooperazione internazionale abbiano aiutato miliardi di persone a sottrarsi alla povertà; tuttavia, quasi metà della popolazione mondiale fatica ancora a soddisfare i bisogni primari. In molti Paesi, poi, il divario tra ricchi e poveri è divenuto insostenibile, le donne continuano a non godere di pari opportunità e molte persone hanno bisogno di essere rassicurate in merito ai benefici della globalizzazione.
Mentre aiutiamo le nostre economie a superare la peggiore recessione dal 1945, resta per noi una priorità principale garantire un libero scambio basato su regole condivise che funga da motore di una crescita inclusiva e sostenibile. Dobbiamo, quindi, rafforzare l’Organizzazione mondiale del commercio e sfruttare appieno il potenziale del commercio internazionale per la nostra ripresa economica. Allo stesso tempo, la tutela dell’ambiente e della salute, nonché degli standard sociali, va posta al centro dei nostri modelli economici garantendo altresì le condizioni necessarie per l’innovazione.
Aiuti ai Paesi in via di sviluppoDobbiamo fare in modo che la ripresa globale riguardi tutti. Ciò significa rafforzare il nostro sostegno ai Paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa, sviluppando e ampliando le partnership esistenti, come il Patto del G20 con l’Africa e l’impegno del Gruppo a promuovere, insieme al Club di Parigi, l’iniziativa a favore della sospensione del servizio del debito. È fondamentale dare ulteriore supporto a questi Paesi per ridurre il loro indebitamento e garantire finanziamenti sostenibili per le loro economie ricorrendo all’intera gamma degli strumenti finanziari internazionali, come l’attività di riserva del Fondo monetario internazionale, i diritti speciali di prelievo (DSP).
Gestire le tecnologieLo sviluppo delle nuove tecnologie ha rappresentato una risorsa preziosa per il progresso e l’inclusione, avendo contribuito all’apertura e alla resilienza di società, economie e Stati, ed essendosi dimostrato di vitale importanza durante la pandemia. Eppure, quasi la metà della popolazione mondiale – e più della metà delle donne e delle fanciulle sul pianeta – resta disconnessa dal web e impossibilitata a usufruire dei loro vantaggi.
D’altro canto, il significativo potere delle nuove tecnologie può essere utilizzato impropriamente per limitare i diritti e le libertà dei cittadini, diffondere odio o commettere gravi reati. Bisogna partire dalle iniziative esistenti, quindi coinvolgere i soggetti interessati per regolamentare internet in modo efficace allo scopo di creare un ambiente digitale sicuro, libero e aperto, dove il flusso dei dati avvenga in un contesto affidabile.
I benefici dovranno riflettersi in particolare sulle persone più svantaggiate anche affrontando le sfide fiscali della digitalizzazione dell’economia e combattendo una concorrenza fiscale dannosa.
Ripartire dalla scuolaInfine, la crisi sanitaria ha interrotto il percorso educativo di milioni di bambini e di studenti. Dobbiamo rispettare la promessa di fornire a tutti un’istruzione e di mettere la prossima generazione nella condizione di acquisire le competenze e le conoscenze scientifiche di base, nonché di comprendere le differenze culturali, la tolleranza, l’accettazione del pluralismo e il rispetto della libertà di coscienza. I bambini e i giovani sono il nostro futuro e la loro educazione è fondamentale.
Un multilateralismo inclusivoPer vincere queste sfide, il multilateralismo non si traduce in un mero esercizio diplomatico, ma è un orientamento in grado di forgiare un ordine mondiale, e un modo ben definito di organizzare i rapporti internazionali sulla base della cooperazione, dello stato di diritto, di azioni collettive e di principi condivisi.
Anziché mettere le civiltà e i valori l’uno contro l’altro, dobbiamo costruire un multilateralismo più inclusivo, che rispetti le nostre differenze tanto quanto i valori comuni sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.
Il mondo post Covid-19 non sarà più lo stesso di prima, perciò dobbiamo avvalerci di sedi e opportunità diverse, come il Forum di Parigi sulla pace, per impegnarci ad affrontare queste sfide con una visione chiara. Ai leader politici, economici, religiosi e di pensiero giunga il nostro invito a unirsi a questa conversazione globale.
Dobbiamo fare in modo che la ripresa globale riguardi tutti. Ciò significa rafforzare il nostro sostegno ai Paesi in via di sviluppo, soprattutto in Africa, sviluppando e ampliando le partnership esistenti, come il Patto del G20 con l’Africa e l’impegno del Gruppo a promuovere, insieme al Club di Parigi, l’iniziativa a favore della sospensione del servizio del debito. È fondamentale dare ulteriore supporto a questi Paesi per ridurre il loro indebitamento e garantire finanziamenti sostenibili per le loro economie ricorrendo all’intera gamma degli strumenti finanziari internazionali, come l’attività di riserva del Fondo monetario internazionale, i diritti speciali di prelievo (DSP).
Gestire le tecnologieLo sviluppo delle nuove tecnologie ha rappresentato una risorsa preziosa per il progresso e l’inclusione, avendo contribuito all’apertura e alla resilienza di società, economie e Stati, ed essendosi dimostrato di vitale importanza durante la pandemia. Eppure, quasi la metà della popolazione mondiale – e più della metà delle donne e delle fanciulle sul pianeta – resta disconnessa dal web e impossibilitata a usufruire dei loro vantaggi.
D’altro canto, il significativo potere delle nuove tecnologie può essere utilizzato impropriamente per limitare i diritti e le libertà dei cittadini, diffondere odio o commettere gravi reati. Bisogna partire dalle iniziative esistenti, quindi coinvolgere i soggetti interessati per regolamentare internet in modo efficace allo scopo di creare un ambiente digitale sicuro, libero e aperto, dove il flusso dei dati avvenga in un contesto affidabile.
I benefici dovranno riflettersi in particolare sulle persone più svantaggiate anche affrontando le sfide fiscali della digitalizzazione dell’economia e combattendo una concorrenza fiscale dannosa.
Ripartire dalla scuolaInfine, la crisi sanitaria ha interrotto il percorso educativo di milioni di bambini e di studenti. Dobbiamo rispettare la promessa di fornire a tutti un’istruzione e di mettere la prossima generazione nella condizione di acquisire le competenze e le conoscenze scientifiche di base, nonché di comprendere le differenze culturali, la tolleranza, l’accettazione del pluralismo e il rispetto della libertà di coscienza. I bambini e i giovani sono il nostro futuro e la loro educazione è fondamentale.
Un multilateralismo inclusivoPer vincere queste sfide, il multilateralismo non si traduce in un mero esercizio diplomatico, ma è un orientamento in grado di forgiare un ordine mondiale, e un modo ben definito di organizzare i rapporti internazionali sulla base della cooperazione, dello stato di diritto, di azioni collettive e di principi condivisi.
Anziché mettere le civiltà e i valori l’uno contro l’altro, dobbiamo costruire un multilateralismo più inclusivo, che rispetti le nostre differenze tanto quanto i valori comuni sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.
Il mondo post Covid-19 non sarà più lo stesso di prima, perciò dobbiamo avvalerci di sedi e opportunità diverse, come il Forum di Parigi sulla pace, per impegnarci ad affrontare queste sfide con una visione chiara. Ai leader politici, economici, religiosi e di pensiero giunga il nostro invito a unirsi a questa conversazione globale.
