«Una società più donna»- Corriere.it
Pronti tutti: sta arrivando il rosa. Domani mattina alle 11 in Piazza Castello (ma anche a Roma, Milano, Palermo) ci sarà un flash mob del Giusto Mezzo, un movimento che si ispira alla campagna europea nata dall’ europarlamentare Alexandra Geese e che ha già raccolto oltre 50 mila firme per destinare metà del #nextGenerationEU alle donne. Ci saranno degli ombrelli rosa in piazza allo slogan di «Il recovery non ci copre» con l’#noncibasta. Donne in piazza, ma anche uomini, per reclamare: quattro miliardi in più per gli asili nido; servizi di cura e assistenza per disabili e anziani; una legge sulla parità salariale; l’allargamento delle tutele della maternità alle partita iva; accesso a credito e finanziamenti alle imprese femminili; appalti trasparenti a chi garantisce la parità di genere; 5 mesi di congedo di paternità obbligatorio. La pandemia ha evidenziato problematiche di genere sempre esistite la cui portata ha raggiunto livelli estremi. Quelli di ogni donna che ha lasciato il lavoro per seguire i ragazzi in Dad (in Piemonte le richieste di congedo parentale al femminile sono state 41.573 contro 15.343 degli uomini), di tutte le madri che non hanno trovato un’occupazione dopo la gravidanza, di tutte le figlie che accettano un part-time per occuparsi del padre anziano. Di tutte le vittime che non scappano dal proprio aguzzino perché non hanno gli strumenti economici per crearsi un’indipendenza.
Ma le richieste delle centinaia di attiviste del Giusto Mezzo non sono per le sole donne: un’occupazione femminile al 60% (contro il 48,4%) aumenterebbe il Pil del 7%. L’economista Azzurra Rinaldi: «Chiediamo di analizzare, attraverso lo strumento della valutazione di impatto (VIG) ex ante ed ex post, tutti gli investimenti per verificare se e come andranno a beneficio di entrambi i generi». Tra le fondatrici nazionali del Giusto Mezzo ci sono le piemontesi Valentina Parenti, la parlamentare del Pd Chiara Gribaudo e Sarah Malnerich e Francesca Fiore del blog Mamma di Merda: «in migliaia ci sosterranno sui social». Afferma Gribaudo: «Il femminismo oggi rivendica le giuste condizioni materiali e salariali. Le donne faticano sempre di più, tra precariato e famiglia. In Parlamento la cosa non viene presa abbastanza seriamente. Almeno su questi temi le donne di tutti i partiti si uniscono quando è necessario». In piazza Castello ci sarà anche TorinoCittàperle Donne, il progetto pensato da Antonella Parigi: «La nostra — sottolinea Valentina Parenti, anche membro di ToxD — è da sempre una città laboratorio, all’avanguardia nel tracciare nuovi scenari. La crisi ci offre l’opportunità di ripensare i modelli di sviluppo, privilegiando il “build it better”, ma è necessario liberare il pieno potenziale del Paese, con la diversità al centro: senza donne la società non solo non sarà equa , ma sarà decisamente più povera».
