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Il pilota è donna e scattano subito insulti e frasi sessiste

Scritto da Google News. Postato in Diritti delle donne

«Donne al volante pericolo costante». Quante volte si sente ripetere questa frase come detto popolare. E quanto ancora ci vorrà per liberarsi di questo triste stereotipo, che ha avuto una ennesima conferma, lo scorso dicembre, sul volo Blue Air Torino-Bari, pilotato, «incredibilmente», proprio da una donna. Dalle testimonianze raccolte sembra che gli insulti sessistisiano iniziati ancora prima del decollo. Come riporta il quotidiano Corriere Torino, Gianni Svaldi, giornalista di Radici Future, e sfortunato spettatore di quei 90 minuti di viaggio, si dichiara scioccato di come ancora oggi essere donna risulti una discriminante ancora degna di rilevanza. «I commenti sono arrivati non solo dagli uomini, ma soprattutto dalle donne». Gesti scaramantici, frasi screditanti e risate generali, così il volo delle 17.35 partito da Caselle ha riacceso la luce sul problema della disuguaglianza di genere. «Mi faccio il segno della croce», ha detto una donna rivolgendosi al suo compagno.

Curioso pensare, che le stesse persone che avrebbero dovuto mostrarsi solidali siano state le prime a cogliere l'occasione per alimentare un'inciviltà ormai tropporadicata. E non è sbagliato dire che «è violenza anche pronunciare frasi sessiste..». Lo ricorda Cinzia Nava, in qualità di presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Calabria, sottolineando la grave arretratezza sociale e culturale che ancora domina il Paese nella sua totalità, senza differenze territoriali. E anche altri rappresentanti istituzionali insieme ad associazioni di donne si sono uniti al coro per rivendicare i dirittidi parità sessuale in tutti i campi. A partire dall’ambiente di lavoro che dovrebbe tutelare ogni posizione, indipendentemente da chi la ricopra. In questo caso la «vittima» è Laura, che senza nessun inconveniente, ha condotto i passeggeri da una meta all'altra in perfetto orario. Citando nuovamente Cinzia Nava, l’augurio è che possano, nel breve termine, scomparire situazioni di questo tipo, per vivere in un Paese e in una società che lancia messaggi positivi e non accetta la denigrazione femminile: «Voglio poter dire con onore: sono una donna con gli stessi diritti dell'uomo».

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