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La fidanzata di Marielle Franco chiede la verità sulla sua morte

Scritto da Google News. Postato in Diritti delle donne

Da 271 giorni Monica Benìcio chiede la verità sulla morte di Marielle Franco, la sua compagna di 38 anni, attivista della comunità Lgbt. Era il 14 marzo 2018 quando la donna e il suo autista hanno perso la vita in un agguato nel quartiere Estacio di Rio de Jaineiro. Una zona che ospita una favela di 130 mila persone e che Marielle frequentava spesso nel tentativo di riqualificarla e di garantire un futuro migliore ai suoi occupanti. A colpire maggiormente Monica e l'opinione pubblica, un dettaglio dell'esecuzione di cui Marielle è stata vittima: i proiettili che l'hanno uccisa provenivano da una partita destinata alla polizia locale. Un elemento che fa pensare a un coinvolgimento dello Stato per colpire l'attivista che «incarnava tutto quello che in Brasile viene osteggiato: donna, nera, lesbica e dei bassifondi», ha detto la compagna. Le due donne si erano conosciute giovanissime e da 13 anni portavano avanti la loro relazione: avrebbero dovuto sposarsi nel 2019.

«DITECI LA VERITÀ»

Un appello per sapere la verità sulla morte di Marielle è stato lanciato da Fernanda Chaves, giornalista sua collaboratrice che il giorno del tragico incidente si trovava anche lei in macchina, e si salvò per miracolo. Da quel giorno, per evitare ritorsioni ha abbandonato il Brasile e si è trasferita con la famiglia a Madrid. In occasione del lancio del rapporto annuale di Amnesty International Italia su 'La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019' che si è svolto a Roma, la donna ha raccontato la situazione preoccupante del suo Paese, dove la libertà è sempre più minacciata. in particolare dopo l'elezione del nuovo presidente Jair Bolsonaro. Avvezzo alle dichiarazioni sessiste e razziste, l'uomo non sembra affatto avere a cuore il destino delle donne: uscite come «non ti stuprerei perché sei brutta», o la sua campagna contro l'omosessualità stanno facendo tremare chi nel Paese non incarna la sua visione della 'normalità: bianco, benestante, eterossesuale e di destra. «Tanti leader, tra cui il Papa, si sono preoccupati di chiedere risposte sull’omicidio. Solo Bolsonaro si è sempre rifiutato di parlarne. Noi vogliamo sapere chi ha ucciso Marielle e perché».

ANDARE AVANTI SENZA FERMARSI

«Si batteva per i diritti degli ultimi e per rompere le logiche di un sistema machista, omofobico e misogino. È per questo che l'hanno uccisa», ha raccontato Benìcio in un'intervista rilasciata a The Post Internazionale. Attualmente, nonostante la verità venga chiesta a gran voce, «non c'è nessuna nuova informazione dalle autorità, le uniche arrivano dai media, ma sono delle speculazioni. È davvero doloroso risvegliare quei ricordi ma, per dare seguito alla sua lotta, sono andata avanti come un pilota automatico. Non c’era altro da fare che proseguire». «Con Bolsonaro la democrazia è in pericolo, i suoi discorsi d’odio aizzano un certo tipo di forze che noi cerchiamo di combattere, è una posizione davvero complicata per chi in Brasile difende i diritti umani, i diritti delle persone lgbt, delle donne nere. Queste ultime da noi hanno il 70% in più di probabilità di essere uccise rispetto a una donna bianca, perché le donne nere rappresentano la periferia, la vulnerabilità». Monica però non ha timore della situazione che sta affrontando e delle sue conseguenze: «Bolsonaro non mi fa paura».

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