Informazione corretta e chatbot contro le fake news mediche
Quello tra medicina e Internet è un rapporto sempre più importante, specie quando si tratta di patologie gravi come il cancro e in particolare il tumore al seno, la cui incidenza sulla popolazione femminile è tristemente alta (nelle sue varie forme, interessa circa l’8% delle donne nel corso della vita). Un rapporto da scalfire, invece, è quello tra Web e disinformazione, o fake news che dir si voglia, abbondantissime a proposito di malattie e presunte cure. Un’iniziativa di Europa Donna Italia, movimento per i diritti delle donne colpite da tumore al seno, ha trovato il sostegno di Microsoft Italia ed è sfociata nel debutto della nuova versione di www.europadonna.it, che è più di un semplice sito Internet.
Senza volersi sostituire all’opera dei medici, questo portale mira a fornire sostegno e supporto a chi abbia bisogno di informazioni e risposte ai proprio dubbi. La nota di presentazione del progetto riassume bene lo scenario: “In un’epoca di bulimia informativa, nella quale Dottor Internet affianca o addirittura prevarica il consulto specialistico, e i protocolli scientifici sono talmente tecnici da risultare incomprensibili persino per gli addetti ai lavori, la ricerca delle informazioni può risultare frustrante o persino fuorviante”.
Approdare qui è un buon modo per schivare fin da subito bufale, allarmismi e false promesse. Il sito è attivo da tempo, ma è stato potenziato con nuovi contenuti e strumenti. Oltre a notizie, ad approfondimenti e a un calendario di eventi, il sito propone una “guida pratica” contenente informazioni e consigli per chi è in terapia o in follow up, per familiari e care giver, ma anche contatti, testimonianze, un dizionario delle sigle e una sezione di domande e risposte. Uno strumento di geolocalizzazione, inoltre, permette di trovare i centri di senologia multidisciplinari e le associazioni presenti sul territorio, ma anche iniziative e notizie suddivise per regione.
Interessante è l’assistente digitale che sarà aggiunto al sito, frutto dell’unione di intelligenza artificiale e sapere umano. Sviluppato da Softjam, il chatbot è poggiato sulla piattaforma cloud di Microsoft, Azure, e sulle tecnologie di intelligenza artificiale della stessa società di Redmond, ma è opportunamente “affiancato” da medici ed esperti pronti a intervenire per rispondere ai quesiti più complessi. “Questa iniziativa non è un caso isolato ma fa parte di un progetto più ampio che vede Microsoft aiutare le Ngo attraverso la donazione delle proprie soluzioni di cloud computing, per accompagnarle nel loro percorso di trasformazione digitale”, ha commentato Silvia Candiani, amministratore delegato di Microsoft Italia.

