Legge Zan sull'omotransfobia, la maggioranza boccia la mozione a favore
Voti a favore 11, voti contrari 18: l'intera maggioranza. Così il centrodestra in Regione Liguria ha preso posizione contro la cosiddetta legge Zan sull’omotransfobia, già approvata alla Camera e in attesa di discussione in Senato. Nella seduta del Consiglio regionale di questa mattina era in programma la discussione della mozione sul tema firmata da Gianni Pastorino, consigliere di Linea Condivisa, per impegnare la giunta a sostenere con "la predisposizione di politiche attive dedicate" la proposta di legge in materia di violenza o discriminazione per motivi di sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere. Una proposta di "adozione" della legge, di fatto, a cui il centrodestra ha però detto no.
Pensata per introdurre nuove "misure penali per i comportamenti accomunati dalla finalità di discriminazione", previsto il carcere per chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione fondati su motivi di orientamento sessuale e identità di genere, chi istiga a commettere o commette atti di violenza o provocazione alla violenza, chi partecipa o assiste organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i propri fini l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per tali motivi, dalla maggioranza la legge è stata bocciata "nel merito e nel metodo", commentano dalla lista del governatore Giovanni Toti.
Anche se il testo definitivo della legge approvato dalla Camera è stata inclusa una clausola a salvaguardia della libertà d’espressione, di fatto per evitare l'introduzione "involontaria" di un nuovo reato d’opinione, a destra c'è chi ne contesta la costituzionalità (“Questa legge è un attacco alla libertà di espressione e pensiero, potrebbe riscrivere la natura umana”, nota il leghista Stefano Mai, capogruppo del Carroccio in assemblea), chi la validità ("è in evidente contrasto con l’eguaglianza sancita dalla Costituzione”, è il pensiero della neo consigliera leghista Mabel Riolfo), chi l'opportunità ("esiste già una legislazione adeguata in materia”, sostiene l'assessora alle Pari opportunità di Fdi, Simona Ferro).
“Non è possibile andare avanti con la politica del ‘ma anche’, che gli omosessuali vivano in una condizione diversa dagli altri”, attacca da sinistra il consigliere di Articolo 1 Davide Natale. “La tutela da certi tipi di discriminazione è importante ed è importante ribadirlo anche nella nostra Liguria”, insiste invece Ferruccio Sansa, il candidato presidente del centrosinistra sconfitto alle ultime Regionali. “Siamo indietro rispetto alla maggioranza dei Paesi europei, non possiamo fare finta di niente”, è la nota del grillino Fabio Tosi, capogruppo del M5s in Consiglio, nell'annunciare un futuro ritorno della proposta in commissione Pari opportunità.
Il caso ligure, però, è diventato anche tema di discussione nazionale. "Mi stupiscono le disgustose dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali liguri in merito al sostegno alla legge Zan sull'omotransfobia, le trovo frutto del pregiudizio", dichiara del resto Luca Pastorino, deputato ligure di Leu e segretario di presidenza della Camera. "La legge, che estende la protezione contro le discriminazioni di genere, è passata alla Camera lo scorso 4 novembre. Mi auguro che il suo iter venga portato avanti da questa legislatura e che il Senato possa approvarla presto".


