RICERCA: RAGAZZE IN VENETO TRA SCUOLA E LAVORO. ESSERE DONNA COMPORTA LIMITAZIONI
Commissione Pari opportunità: 'Essere donna comporta limitazioni sul lavoro'. Le reazioni delle Donne dell'Alto vicentino

di Natalia Bandiera
Oltre il 45% delle ragazze, e il 40% dei ragazzi, ritiene che essere donna comporti limitazioni e/o discriminazioni nel lavoro. E allo stesso modo il 64% delle giovani (come anche il 59,1% dei ragazzi) sostiene che essere uomo comporti facilitazioni e agevolazioni.
E ancora, oltre l'80% delle ragazze segue i modelli trasmessi dalle figure familiari adulte, secondo cui le donne che sopportano i carichi domestici sono quasi la totalità. Sono solo alcuni dei dati emersi dalla ricerca "Ragazze in Veneto fra scuola e lavoro", promossa dalla commissione regionale "Pari opportunità" e condotta da Ires Veneto su un campione ristretto di ragazzi e ragazze delle classi terze di istituti statali professionali e di centri di formazione professionale.
I risultati sono stati presentatila settimana scorsa Venezia, nel palazzo Grandi stazioni della Regione. Thieneonline ha interpellato le donne, che a dispetto dei luoghi comuni, nel mondo del lavoro ce l'hanno fatta.
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"E' un'immagine sbagliata della donna perchè appiattisce l'individualità su ruoli e temi standard - ha commentato il primo cittadino di Thiene Marita Busetti, emblema della donna che si distingue nel difficile mondo della politica - Oggi più che mai la donna può dimostrare le proprie capacità. E per fare un esempio è sufficiente contare i sindaci donne che ci sono stati alle ultime elezioni. Da parte delle donne però bisogna smettere di pensare di essere prestate al mondo del lavoro o di sognare di fare le veline".
cinzia_fabris'Un paio di anni fa parlavo con mia figlia più grande che frequentava a quel tempo il Liceo Tron di Schio - racconta Cinzia Fabris, forte personalità scledense, presidente della Cna di Schio e presidente regionale del Comitato Impresa Donna di CNA - Durante una lezione si era parlato di uomini e donne e di opportunità di lavoro. Erano in quinta classe. Ad un commento di alcuni suoi compagni circa l'impossibilità da parte delle donne ad ambire a posizioni di rilievo nei luoghi di lavoro dovuta ad una ipotetica mancanza di carattere, Giulia mi disse che rispose : "ma allora voi non conoscete mia mamma" . Ecco, credo che da qui viene la conferma di quanto si evince dalla ricerca Ires. Molte delle difficoltà vengono da un retaggio culturale sbagliato dove il lavoro delle donne è soprattutto domestico o di medio-basso livello ed è quello il messaggio che passa ai figli. Della serie: "vola basso perchè non hai ali sufficientemente grandi per andare in alto". Poi condivido pienamente i risultati della ricerca ma, la cosa che più mi preoccupa è la posizione arrendevole di molte ragazze e quella prepotente di qualche maschio. Per questo dovremmo interrogarci noi che trattiamo il tema della parità tra i generi.Se questo è il risultato di tutti i nostri sforzi dove abbiamo sbagliato?'
emilia_laugelliNon ha peli sulla lingua come sempre, Emilia Laugelli, psicoterapeuta dirigente dell'Ulss 4 , molto attenta alle tematiche che riguardano le pari opportunità ed ex assessore comunale ai Servizi Sociali di Schio: 'Nascere femmina in Italia, segna da subito il destino di vivere con un carico di impegni e di responsabilità maggiore rispetto ai maschi. Questo perchè è il modello culturale in cui si cresce. E in questo modello sono reali le risposte dei ragazzi rispetto al pensare che le donne hanno maggiori limitazioni e discriminazioni nel lavoro.Le donne - conclude l'impetuosa e intraprendente Emilia Laugelli - hanno la flessibilità e la capacità di "farci stare tutto", riuscendo a coprire impegni dal lavoro alla cura.Ma è la realtà dei fatti che non permette di fare, di questo, un punto di forza e di successo.In questo paese, le donne che sono riuscite ad emergere, sono quelle che hanno espresso tenacia, forza e sacrificio, magari accompagnate da una condizione sociale favorevole. Ma non permette, ancora oggi, alle ragazze di poter esprimere le potenzialità in modo adeguato, perchè non sono mai state create le condizioni e tanto più mai realizzate politiche di sostegno e di agevolazione. E finchè non ci sarà una rivoluzione culturale, hanno ragione i ragazzi:l'Italia non è un paese per donne!
evi_fongaro'Ritengo che i limiti che incontriamo noi donne non derivino solo dall'ambiente esterno, ma soprattutto dalle nostre convinzioni inconsce - ha commentato Evi Fongaro, 41 anni, avvocato molto combattivo in materia di diritti delle donne - Io penso che i limiti che di cui noi donne siamo portatrici siano mentali culturali e sessuali. Mentali in quanto legate alla convinzione che noi donne dobbiamo faticare di più per aver meno di un uomo nell'ambito lavorativo. Culturali perché tradizionalmente e geneticamente vediamo la donna che lavora fuori casa come madre che abbandona i figli e la famiglia, ed insegue il proprio ego. Sessuali perché per secoli, ci è stato insegnato che con il nostro corpo potevamo ottenere favori. Sono tutte convinzioni di cui è difficile liberarci perché ci derivano da più livelli, ossia dal nostro dna familiare , dalla tradizione italiana e veneta e dall'inconscio collettivo . Ma solo noi donne possiamo liberarcene e far capire chi siamo. Se il cambiamento avviene prima internamente poi, l'esterno si adeguerà .(Lunedì 31 Ottobre 2011)
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