ALBANO LAZIALE, NASCITA DELLA CONSULTA DELLE DONNE
Nascita della Consulta delle donne
Borelli: «A lavoro sul regolamento comunale e sulla nascita della Consulta delle donne»
«L'attuale amministrazione ha dimostrato di dialogare su tutto, anche su argomenti considerati scomodi». Esordisce così il presidente del Consiglio comunale di Albano Laziale Massimiliano Borelli, nell'introdurre un tema molto sentito, quello delle cosiddette quote rosa e dei prossimi appuntamenti ad esse collegati.
«Il Consiglio comunale ad agosto - continua Borelli - ha votato un ordine del giorno proprio sulla presenza delle donne negli organi decisionali.
È stato approvato da una maggioranza compatta con l'intenzione di rivedere, nella sua totalità, il regolamento comunale che prevede non solo la presenza delle donne nelle istituzioni, ma anche tutti quegli strumenti di partecipazione reale ed attiva dei cittadini alla vita amministrativa e l`inserimento argomenti di importanza collettiva come l'Acqua Pubblica.
Sul tema donne, però, vorrei aprire una parentesi: non possiamo limitarci a dare loro un compito in quanto tali, dobbiamo invece promuovere una serie di iniziative volte a modificare i tempi della politica, il vero motivo per il quale le donne non sono, ad oggi, attrici di prima fila.
Perché a loro la società chiede di essere donne, mamme, mogli, lavoratrici e se ci scappa anche politiche.
Per questo, è importante la struttura di contorno. Struttura su cui l'amministrazione sta lavorando, abolendo le liste di attesa agli asili, ad esempio, o aprendo una ludoteca per lasciare i figli in tranquillità durante la giornata».
«Parallelamente stiamo anche studiando la nascita della Consulta femminile, strumento inserito nel regolamento di partecipazione, che consentirà al Comune di Albano di avere un organo costantemente a lavoro su questa tematica. La Consulta è un organo attraverso il quale si potranno affrontare tutti i temi per i quali oggi la donna è esclusa dall'agone politico e tutti quelli concernenti lo status di donna, nel lavoro, in famiglia, nel rapporto donna/servizi e donna/salute.
Un luogo dove elaborare una visione a tutto tondo, non parziale, non preconcetta, non circoscritta. Perché sinceramente - conclude Borelli - ritengo sbagliato trattare la questione solo in termini di "quote rose" in quanto quest'etichetta è già di per se restrittiva e impropria considerando che le donne, al pari degli uomini, possono esprimere professionalità di alto livello: concedere loro spazi nella pubblica amministrazione è un dovere, non un obbligo. Siamo perfettamente coscienti - conclude Borelli - che si tratta di un argomento su cui dobbiamo e possiamo migliorare, ma proprio per questo è giusto parlarne, confrontarci e non nasconderci.
Affrontiamo il tema donne con trasparenza, come abbiamo sempre fatto con qualsiasi questione amministrativa, e vogliamo farlo insieme ai cittadini.
Per questo, aderisco all'iniziativa del Comitato Se non ora quando di Albano, sperando di poter presto lavorare con loro». (Albano Laziale, 19 Ottobre 2011)
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