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LA LEZIONE DI MACHIAVELLI E IL DISINCANTO DEL POTERE: IL DIALOGO TRA NATALIA E CORRADO AUGIAS

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C’è un filo rosso che lega le corti rinascimentali alle moderne democrazie in crisi: è la natura stessa del potere, con le sue fragilità, i suoi inganni e la sua perenne tensione tra ideale e realtà. È proprio lungo questo crinale che si muove L’uomo che inventò la politica. Inchiesta su Machiavelli (Einaudi), il volume che segna l’inedito sodalizio letterario tra Natalia e Corrado Augias.

Più che una semplice biografia, l'opera si configura come un’indagine intellettuale a due voci, in cui la sensibilità di due generazioni si intreccia per interrogare uno dei padri della modernità. Liberare Niccolò Machiavelli dalla gabbia del luogo comune — quell’aggettivo "machiavellico" diventato sinonimo di cinismo spregiudicato — è il primo passo di un percorso che restituisce al Segretario fiorentino la sua autentica statura filosofica e civile.

La nascita dello sguardo moderno
Nelle pagine degli Augias, Machiavelli emerge come il vero spartiacque della cultura occidentale: colui che per primo ha avuto l'audacia di emancipare l'agire politico dalla morale religiosa e dall'utopia, inaugurando l'osservazione disincantata della realtà effettuale. Un intellettuale complesso, laico, profondamente antifeudale e attraversato da una sottile vena ironica, capace di trasformare la propria emarginazione politica — dall'esilio dell'Albergaccio alle pagine immortalate ne Il Principe e nei Discorsi — in una straordinaria officina di pensiero.

Dal Rinascimento alle fratture del XXI secolo
La forza saggistica del libro risiede però nella sua capacità di usare il Cinquecento italiano, diviso e preda delle potenze straniere, come una metafora lucidissima del nostro presente. Attraverso la lente machiavelliana, Natalia e Corrado Augias passano in rassegna le inquietudini del nuovo millennio: l’erosione del consenso democratico, il ritorno dei nazionalismi, le impasse dell'Europa e i nuovi equilibri geopolitici segnati dai conflitti in Ucraina e in Medioriente.

L'uomo che inventò la politica diventa così un invito alla lucidità critica. Ricordandoci che comprendere i meccanismi del potere non significa giustificarli, ma dotarsi degli anticorpi necessari per non subirli passivamente.

ONERPO

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