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Festa della Repubblica. Torre Annunziata ricorda Carmela Pagano

Scritto da Google News. Postato in Diritti delle donne

Una cerimonia per ricordare Carmela Pagano.

Martedì 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, ci sarà una cerimonia in ricordo della donna, antifascista e comunista, prima consigliera comunale eletta a Torre Annunziata. Alle ore 12,30, presso il Cimitero comunale, si svolgerà una cerimonia di ricordo, durante la quale verrà deposto un fascio di fiori nei pressi del loculo di Carmela Pagano. All’iniziativa parteciperanno il sindaco Vincenzo Ascione, il figlio della Pagano Pasquale Guarriera, il presidente della sezione locale dell’Anpi Antonello Sannino, il presidente del Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno” Vincenzo Marasco.

La Pagano abitava nell’antico rione marinaro dove conobbe Mario Guarriera, attivista socialista e antifascista inviato al confino per le sue opinioni contrarie al regime e ai gerarchi fascisti locali. Fu sicuramente l’unione sentimentale con Mario a far maturare nel suo spirito di donna, sempre tenace, l’idea comunista che mirava alla destituzione del fascismo e al riscatto sociale delle classi operaie più bistrattate.

Dopo la metà degli anni ’30, fece del suo negozio di profumi al corso Vittorio Emanuele III un luogo di incontro antifascista con lo scopo di programmare azioni contro gli squadristi locali. Proprio durante uno di questi incontri, il 31 marzo 1937, la Pagano, in seguito all’irruzione degli agenti della PS, venne coinvolta in una colluttazione. Lei ne uscì indenne, ma il marito ed altri compagni furono arrestati ed inviati al confino nelle isole Tremiti.

Durante l’assenza del marito le attività della Pagano, seppur limitate, non cessarono, e il suo negozio restò un punto di riferimento per gli antifascisti. Durante gli anni più concitati della Seconda Guerra Mondiale, all’interno dell’attività commerciale si ascoltava Radio Londra. Al termine del conflitto, Carmela proseguì insieme al marito la propria attività a sostegno del Partito Comunista.

Il 21 gennaio 1946, data che passerà tragicamente alla storia, uno scoppio di carri di munizioni distrusse l’antico tessuto urbano e il quartiere natio di Carmela e Mario. Questi, tra la prima e la seconda esplosione, si recò al rione marinaro in soccorso dell’anziana madre e di quanti erano rimasti intrappolati tra i vicoli ostruiti dalle macerie. Il suo corpo venne restituito a Carmela un mese dopo lo scoppio, ritrovato sepolto nella “prima linea” di edifici nei pressi di una delle volte della ferrovia. Nonostante la grave perdita subita, Carmela continuò a mostrare il suo attaccamento alla causa socialista e al partito.

Nel giugno del ‘47 venne candidata alla prime elezioni comunali della storia della Repubblica Italiana nella lista “Blocco del Popolo”, e con 181 preferenze diventò la prima donna della città oplontina ad essere eletta in Consiglio Comunale. Durante il suo impegno politico si occupò del controllo della mensa dei bambini all’Ospedale Civico e dei diritti delle donne, aderendo all’Unione Donne Italiane, associazione nazionale che si batteva per i diritti del gentil sesso.

A causa di una grave malattia, morì il 26 novembre 1953 a soli 53 anni, lasciando memoria delle tante azioni compiute a favore dei valori democratici e del bene comune.

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