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MARSALA - Anna Maria Bonafede, presidente Commissione Pari Opportunità: “Gli stereotipi di genere vanno condannati. Chiedo audizione in Consiglio Comunale”

Scritto da Google News. Postato in Diritti delle donne

Ancora nessun epilogo nella vicenda che vede protagonista la presidentessa della Commissione Pari Opportunità del Comune di Marsala, Anna Maria Bonafede, che pubblicamente aveva espresso solidarietà nei confronti della consigliera Federica Meo. “Gli stereotipi di genere vanno condannati – ci ha detto Anna Maria – e io l’ho fatto esponendomi in prima persona, ma sono stata fraintesa e accusata di avere strumentalizzato un atto accaduto in sede di Consiglio Comunale. Ho chiesto ufficialmente un’audizione, ma non ho ancora ricevuto risposta”.

Come si ricorderà, nella seduta del 9 ottobre, la consigliera Letizia Arcara si era rivolta alla collega Federica Meo, capogruppo del Partito Democratico, dicendo: “Lei pensi alla sua gravidanza, al bambino”. Questa affermazione ha provocato la reazione positiva da parte di molte attiviste nell’ambito della difesa dei diritti delle donne e nello stesso tempo ha generato dure polemiche tra le consigliere, che hanno duramente criticato il gesto della Bonafede che, a loro dire, andava a favore di una consigliera e a discapito delle altre. “Hanno chiesto le mie dimissione in sede di Consiglio Comunale, senza nemmeno prendere in considerazione la mia richiesta di audizione. Io ho semplicemente condannato l’atto in sé – ha replicato la Bonafede -, si tratta di uno stereotipo di genere. I diritti delle donne si portano avanti con la cooperazione ed è importante che questo messaggio venga recepito nel modo giusto da tutta la cittadinanza. Le politiche pubbliche – continua Anna Maria Bonafede – possono concorrere alla definizione e costruzione di identità di genere, che influenzano lo sviluppo della personalità, dei desideri e del carattere di tutti gli individui. Il controllo sociale sul ruolo di genere è legato alla cultura di un popolo”. Anna Maria Bonafede si riferisce anche al fatto che “tutte le attività portate in essere dalla Commissione Pari Opportunità non hanno mai avuto un appoggio concreto dalla maggior parte delle componenti della Commissione stessa”.

Anna Maria Bonafede ha chiesto ufficialmente di essere convocata in uno dei prossimi Consigli Comunali per chiarire la sua posizione in merito a questa vicenda, visto che è stata chiamata in causa, ma ancora non c’è stata alcuna convocazione ufficiale. “Sono convinta – conclude il presidente della Commissione Pari Opportunità – che la tendenza a delegittimare ciò che è femminile, e a porlo in posizione subordinata, non si avvale solo di leggi e di regolamenti scritti ma in modo più sottile, vive e prospera nelle piccole cose quotidiane, nelle parole e nei gesti di condiscendenza, negli atteggiamenti paternalistici, diffusi a ogni livello. Credo nella potenza ed importanza della cooperazione, soprattutto se fatta da donne per le donne. Sono per la politica del fare, del costruire, lascio ad altri le critiche sterili e fine a se stesse”.

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