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"Battere il terrorismo per rinascere"

Scritto da Google News. Postato in Diritti delle donne

ROMA – “La lotta al terrorismo ci costa caro, circa il 19 per cento del bilancio dello Stato: sono risorse preziose, che potrebbero essere investite altrove”. A parlare con l’agenzia ‘Dire’ e’ Aichatou Boulama Kane’, gia’ ministro degli Esteri ora titolare del dicastero della Pianificazione del Niger. Il colloquio si tiene a margine di Exco2019, la fiera della cooperazione internazionale al via oggi nei padiglioni di Fiera Roma. “Malgrado gli shock che il nostro Paese sta affrontando sia sul piano della sicurezza che su quello climatico – dice Boulama Kane’ – negli ultimi anni siamo riusciti a mantenere una crescita economica apprezzabile, con tassi medi compresi tra il 5 e il 6 per cento”.

Secondo il ministro, grazie all’impegno comune dei Paesi del cosiddetto G5 Sahel e del contributo di altri “amici e partner” e’ stato possibile riportare “sotto controllo” gran parte del territorio. Il prezzo da pagare, pero’, e’ alto anche sul piano economico. Boulama Kane’ sottolinea che le risorse investite nell’esercito e nel contrasto a gruppi armati di matrice islamista, attivi anche in Paesi vicini, come il Mali e il Burkina Faso, “sono sottratte ad altri settori”.

Al centro dell’intervista proprio le necessita’ di “una trasformazione strategica” che richiede un impegno anche finanziario. “Circa l’80 per cento della popolazione nigerina vive nelle campagne” calcola Boulama Kane’. “Puntiamo su un programma di ‘rinascita’, che mira a trasformare il mondo rurale, migliorando le condizioni di vita, la capacita’ di produrre e trasformare e garantendo allo stesso tempo nuovi servizi in ambito sanitario e promuovendo i diritti delle donne”.

Il contesto resta pero’ segnato da difficolta’ e incertezze. Negli ultimi mesi in Niger sono stati segnalati raid di commando armati e sequestri. Rapito anche un religioso italiano, padre Luigi Maccalli, portato via dalla missione di Bomoanga il 17 settembre. Del G5 Sahel fanno parte, oltre al Niger, la Mauritania, il Ciad, il Burkina Faso e il Mali.

L’Unione Europea sostiene i Paesi del gruppo con tre missioni per la sicurezza e finanziamenti per 147 milioni di euro destinati a “una forza congiunta” regionale. Circa otto miliardi invece i fondi per i programmi di cooperazione garantiti dall’Ue e dai suoi Stati membri per il periodo 2014-2020.

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