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Doppia preferenza Puglia, si studia come applicare decreto: c'è tempo fino al 6 agosto. Bellanova: «Sconfitta di Emiliano»

Scritto da Google News. Postato in Pari Opportunità

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BARI -  Entro il 6 agosto dovranno essere emessi dal presidente della Regione Puglia i decreti di indizione delle elezioni regionali di settembre e dovrà essere effettuata, come da prassi, l’affissione dei manifesti nei Comuni. Questo significa - si apprende da fonti della Prefettura - che entro quella data la doppia preferenza di genere dovrà essere stata inserita nella legge elettorale pugliese.

Su come procedere sono in corso interlocuzioni tra Prefettura di Bari, governo nazionale e Regione Puglia dopo che, ieri sera, il governo Conte ha emesso il decreto per inserire la doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese, nominando commissaria la prefetta di Bari, Antonella Bellomo. Non essendoci un precedente, non è ancora definita una procedura. All’inizio della prossima settimana, probabilmente tra lunedì e martedì, l’iter verrà comunque definito. Nel decreto il governo ha previsto solo l’inserimento della doppia preferenza di genere, non l’obbligo del 60-40% per la rappresentanza di genere nelle liste. 

LE PAROLE DELLA BELLANOVA -  Emiliano «considera un successo quella che è, agli occhi di tutti, la sanzione di una clamorosa sconfitta politica e la certificazione che una politica populista di chiaro stampo maschile è la più subdola nemica delle donne». Lo scrive su Facebook la ministra per l'agricoltura, Teresa Bellanova, di Italia Viva. «A ognuno la sua misura - scrive - Michele Emiliano ieri si è detto soddisfatto del 'successo straordinariò di essere stato commissariato dal governo nazionale per non aver saputo e voluto, lui e la sua maggioranza consiliare, adeguare la legge elettorale pugliese alla norma nazionale che garantisce l'equilibrio di genere nei consigli regionali». «Emiliano - aggiunge - ha un solo, unico modo per riparare alla pessima figura che la Puglia sta facendo a livello nazionale: non ricandidi nelle liste a lui collegate quegli stessi consiglieri che martedì scorso hanno fatto mancare il numero legale e su cui, come sull'intera maggioranza, sta scaricando la responsabilità di una sconfitta e di una pratica vergognosa che invece gli appartengono per intero. Se dovessimo leggerne i nomi nelle liste che lo sostengono non ne saremmo meravigliati: un premio per aver voluto colpevolmente tenere le donne fuori dal Consiglio e dalle scelte di governo. L’ennesima prova della sua inaffidabilità. L’ennesimo insulto alle donne pugliesi ed a quanti hanno a cuore le pari opportunità. Perché la credibilità della politica passa dai comportamenti concreti e dal rigore delle scelte. Non da una propaganda che mistifica puntualmente la realtà».

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