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Foggia, Zone speciali: corsa alle aree residue libere

Scritto da Google News. Postato in Pari Opportunità

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FOGGIA - Via all’operazione recupero per le Zes, le Zone economiche speciali che vedono la Capitanata con i suoi 442 ettari riconosciuti giocare in difesa rispetto a tutte le altre province che di aree dotate di agevolazioni fiscali e di semplificazioni amministrative a beneficio di nuovi investimenti ne hanno avute molte di più. La polemica con la Regione, come si ricorderà, è stata innescata dal presidente della Camera di commercio, Fabio Porreca, ma solo ora la maggior parte dei comuni (specie quelli che si ritrovano fuori) sembrano essersene accorti a giudicare dalle reazioni. Che la Capitanata fosse marginale in questo ragionamento di programmazione imprenditoriale lo aveva segnalato, prima che venissero assegnate le aree, il presidente della Provincia, Nicola Gatta, il quale in veste di sindaco di Candela sollecitò nel corso di un convegno di Confindustria, il presidente dell’Autorità di sistema del mar Adriatico, Patroni Griffi, a «non tenere fuori le aree industriali di Ascoli-Candela e di Cerignola» che difatti hanno ricevuto in extremis la loro quota (16,80 ettari Ascoli, 13,13 Candela, 23,30 Cerignola. «Superfici assolutamente insufficienti specie per quanto riguarda il distretto industriale di Cerignola - osserva Porreca - esattamente come pure l’area industriale di Foggia è sottodimensionata (153,13 ettari: ndr) rispetto alla sua reale estensione».Ma poi c’è tutto l’alto Tavoliere dimenticato, le aree industriali di Lucera e Bovino completamente escluse dalla Zes. Ora per rientrare si tenta una mossa disperata, o quasi: partecipare al bando della Regione, che scade il 25 ottobre, con una proposta organica che per il momento sembra muoversi soltanto da San Severo e da altri sei comuni dell’area (non c’è Apricena), mentre Lucera pensa di muoversi autonomamente. Il punto della situazione intende farlo Gatta convocando, forse già oggi, la

Cabina di regia degli amministratori locali per mettere ordine sui progetti che ora cominciano a diventare troppi per una provincia sonnolenta su questi temi qual è la Capitanata. «Dobbiamo fare il punto su Zes, Contratto di sviluppo (a breve la pubblicazione delle gare dei primi 13 progetti: ndr) e sul Patto per la Puglia - dice il presidente della Provincia - ora sulle Zes dobbiamo impegnarci per portare in Capitanata il maggior numero delle superfici residuali della Puglia (261 ettari: ndr)». Ma Porreca alza il tiro sulla Regione, contesta apertamente la composizione del gruppo di lavoro che ha assegnato le Zes e che vede la Capitanata in posizione completamente minoritaria e scarsamente rappresentativa rispetto alle altre province. «Foggia in quel gruppo di lavoro era rappresentata dal presidente dell’Asi, peraltro oggi ruolo ricoperto da un commissario e dai consiglieri regionali. Le altre province avevano un parterre di rappresentanti molto più nutrito, mi spieghino perchè c’era il rettore dell’università di Bari e non quello di Foggia. L’assessore Borraccino (Sviluppo economico: ndr) dice che questa presunta disparità dipende dai Comuni, dalla loro capacità di partecipazione. Ma un’attività di sensibilizzazione dei sindaci andava fatta da parte di chi si pone alla guida di certi processi. Chiediamo una gestione più equa di queste misure e pari opportunità».L’argomento è stato affrontato ieri anche durante il Consiglio camerale, il presidente di Confindustria, Gianni Rotice, ha sottolineato la necessità che «vengano messe a sistema altre aree per la Capitanata». 

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