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Commercialisti, poche donne ai posti di vertice

Scritto da Google News. Postato in Pari Opportunità

Per ritornare al “fattore giovani”, se si guarda alle classi di età degli iscritti, si nota che le donne che hanno meno di 41 anni sono l’8,3% del totale professionisti (contro il 10,1% di uomini), mentre tra i 41 e i 60 anni il rapporto percentuale è di 21,9 a 42,8 e oltre i 60 anni di 2,6 a 14,3.

A livello regionale, l’Ordine territoriale con la maggiore presenza femminile è quello dell’Emilia Romagna, dove la percentuale rosa è del 41%, mentre la più bassa appartiene alla Campania (26,3 per cento). Il rapporto meno favorevole si riscontra, però, nel Consiglio nazionale, dove le donne sono solo il 9,5 per cento.

Fuori dai posti di comando

La scarsa rappresentatività femminile nel massimo vertice della categoria fotografa un problema più generale: la ridotta presenza rosa nei posti di comando. Anche nei 131 Ordini territoriali le donne presidente, per quanto in crescita, sono solo 14 e 26 quelle con ruolo di vice-presidente. «Poiché diventa presidente dell’Ordine il capolista della lista che vince, bisogna incentivare - spiega Marcella Galvani, consigliere nazionale con delega alle politiche comunitarie e tra gli autori del bilancio di genere - la presenza di candidature femminili. Ci sono Ordini territoriali, come quello di Reggio Calabria e di La Spezia, dove non c’è alcuna donna».

Occorre, dunque, spingere di più sulle pari opportunità. Non soltanto per una questione “politica”: «Ci sono studi - aggiunge Galvani - che dimostrano che le imprese che investono sulle donne realizzano performance migliori». Funzionale alla parità di genere è una presenza più capillare, a livello degli Ordini territoriali, di organismi dedicati. A fine 2017 avevano risposto alla sollecitazione del Consiglio nazionale 97 Ordini e 61 di essi hanno istituito una commissione o un comitato per le pari opportunità. «Bisogna stimolarne la costituzione - commenta Galvani - anche perché si tratta di strumenti che consentono di focalizzarsi sul problema. Non dimentichiamo che le donne, insieme ai giovani, sono la parte più debole della categoria».

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