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Il Monde a lezione di rieducazione sessuale

Scritto da Google News. Postato in Pari Opportunità

Parigi. Lo scorso anno, in un’intervista al settimanale Obs, al culmine dell’ondata di denunce con l’hashtag #metoo, Caroline de Haas scatenò un terremoto mediatico affermando che “un uomo su due o su tre è un aggressore sessuale”. L’esternazione della cofondatrice di Osons le féminisme! fece reagire anche la ministra per le Pari opportunità Marlène Schiappa, costretta a prendere le distanze dall’amica Caroline, perché si era spinta un po’ troppo in là nella sua guerra ideologica contro l’uomo-bianco-occidentale-eterosessuale, sempre e comunque colpevole e predatore (“Matematicamente, aritmeticamente, questa cifra è falsa, ed è inefficace, oltre che controproducente, dire numeri a caso”, disse la Schiappa su Bfm.tv.

 

Eppure, nonostante quell’uscita infelice, l’ex consigliera di Najat Vallaud-Belkacem, ministra dell’Istruzione durante il quinquennio Hollande, continua a essere considerata una vestale intoccabile del femminismo francese, al punto da essere chiamata dalle grandi istituzioni politiche e culturali di Parigi a educare, o meglio rieducare i maschi occidentali al sessualmente corretto, alla seduzione e al corteggiamento adeguato, perché anche fare un apprezzamento alle scarpe di una ragazza “è molestia”, secondo Caroline.

 

L’ultima istituzione a essersi avvalsa delle sue lezioni di rieducazione sessuale, stando a quanto rivelato dal settimanale Point, è il Monde, il quotidiano dell’establishment parigino, il foglio della gauche intellettuale che al fenomeno #metoo ha sempre consacrato uno spazio privilegiato. Dal mese di aprile, stando alle informazioni del Point, Caroline tiene dei corsi di formazione sulle problematiche dell’uguaglianza uomo-donna e i suoi scolaretti sono i “quadri” del Monde, i capi di ogni redazione del quotidiano di boulevard Auguste Blanqui. Caroline, 38 anni, sdottora sull’uguaglianza col ditino alzato, li bacchetta quando sono indisciplinati e ricorda loro le cifre delle molestie nei posti di lavoro, dove per molestie, nel vocabolario dehaasiano, si intende anche un qualsiasi complimento sul corpo di una donna.

 

Parla molto la femminista De Haas, spesso anche troppo, come quando propose di “allargare i marciapiedi” nel quartiere multietnico parigino di La Chapelle come soluzione alle molestie sessuali alle donne da parte della popolazione arabo-africana locale (sul fatturato della sua società di consulenza in materia di “uguaglianza professionale” Egae, 500mila euro nel 2018, si mostra invece assai più discreta). E secondo le testimonianze raccolte dal Point, i suoi insegnamenti sul comportamento “corretto” da tenere in redazione e nei rapporti con le proprie colleghe vanno di traverso un po’ a tutti. “Hanno scelto la peggiore”, ha dichiarato in forma anonima un giornalista del Monde. “Se si fa un apprezzamento al vestito di una donna è accettabile. Se il giorno dopo le si dice che le sue scarpe sono magnifiche è già una molestia”, ha detto un altro, riferendosi ai corsi di Caroline. È la rieducazione sessuale ai tempi del #metoo.

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