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DONNE DI KABUL DI NUOVO IN PIAZZA, IN LOTTA PER I LORO DIRITTI

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L'obiettivo è tutelare l'accesso all'istruzione femminile: in molte hanno manifestato nella capitale afghana, ma il corteo è stato presto disciolto
Alcune decine di donne hanno sfidato oggi il regime dei talebani in Afghanistan, inscenando una protesta a Kabul per chiedere "pane, lavoro e libertà" e chiedendo il diritto all'istruzione femminile. Lo constatano fonti giornalistiche sul posto. "L'istruzione è un mio diritto. Riaprite le scuole", hanno scandito le manifestanti, molte con il volto coperto, come imposto dalle recenti disposizioni dei fondamentalisti tornati al potere lo scorso agosto. Le manifestanti hanno marciato per alcune centinaia di metri prima di disperdersi. Miliziani talebani in abiti civili hanno sequestrato loro i telefonini per impedire di riprendere la protesta.


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KABUL - Ci provano, e ci vuole coraggio. Ieri una ventina di attiviste della Rete dei movimenti femminili sono scese in strada nel centro di Kabul, davanti al ministero per la tutela delle donne trasformato dai talebani nel "Ministero per la promozione della virtù e la repressione del vizio". Bloccando il traffico caotico della capitale, stringevano cartelli bianchi tra le dita con scritto "Istruzione, lavoro e libertà"; ma il regime misogino e autarchico che si è preso l'Afghanistan non tollera affatto il dissenso. In dieci minuti sono state cacciate dai barbuti col fucile, la manifestazione dispersa.

Continua  La legge dei talebani a Kabul, Paolo Brera  su La Repubblica