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LA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA' PROVINCIA DI TARANTO SOSTIENE LA MOBILITAZIONE ORGANIZZATA DAL COMITATO TERRE JONICHE

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Alluvione del marzo scorso, oggi una manifestazione con due cortei


GINOSA - Alluvione nelle terre ginosine, questa mattina mobilitazione con due cortei da Scanzano Jonico e da Marina di Ginosa. Intervengono l'assessore Teresita Galeota, le Pari Opportunità e i "miroglini", i cassintegrati della Miroglio.
Oltre nove mesi, dice la Galeota, sono trascorsi dall'alluvione che ha colpito i territori del tarantino nella notte del 1° marzo scorso. Sin dalle prime battute la Provincia è intervenuta, per quanto di propria competenza, in quella che ha manifestato subito essere un'emergenza difficile da superare.
In questi lunghi nove mesi, troppe volte sono giunte rassicurazioni da parte del Governo centrale circa la firma dell'ordinanza istitutiva del commissario straordinario per la Puglia. Oggi questo territorio, che ci ha visti al fianco degli alluvionati pugliesi e lucani, in un coordinamento interprovinciale che ha gestito le primissime fasi dell'emergenza, è un territorio disilluso ma non rassegnato. Lo dimostra quotidianamente con le iniziative che con tenacia e costanza sono messe in atto, grazie al comitato Terre Joniche, per non far dimenticare né sopire la voce di queste comunità.
«Tutta colpa del mille proroghe" che alla voce "calamità naturali" ha imposto la compartecipazione Stato - Regioni, con l'intento di scaricare proprio su queste ultime il peso anche economico della gestione dell'emergenza. Ad oggi quella calamità resta ancora nella sua fase emergenziale, e fa riflettere il comportamento quasi discriminatorio da parte del Governo nei confronti dei cittadini e del territorio pugliese. Oggi, recepiamo l'intervento nella questione del Presidente Vendola come un segnale di buona speranza, e ci apprestiamo a ricevere l'ordinanza firmata dal premier Monti aderendo ugualmente alla mobilitazione.
La Commissione Pari opportunità della Provincia di Taranto sostiene la mobilitazione organizzata dal Comitato Terre Joniche.
E' una questione di diritti, dicono il presidente Elisabetta Resta e il segretario Marilena Surdo. Cittadini privati di tutto, che con grande spirito di sussidiarietà, si son rimboccati le maniche e hanno cercato delle forme di "coordinamento" proprio in quella fase che li vedeva alle prese con il fango.
Superate le primissime fasi di gestione dell'emergenza che ha visto il dispiegamento delle forze volontarie e istituzionali, sono rimaste le case vuote e inagibili, le aziende agricole e non che hanno dovuto far i conti con la perdita dei propri prodotti, degli strumenti e dei mezzi per lavorare. Quindi, non solo la privazione della propria identità in quanto persone che hanno perso in una notte tutto, ma anche della possibilità di sostentamento.
Anche i "miroglini", i cassintegrati della Miroglio sostengono la mobilitazione del comitato Terre Joniche per far rivendicare i diritti di un territorio spesso inascoltato, perché esprime tutte le problematiche del territorio troppo spesso abbandonato a se stesso. Noi stessi, dicono i miroglini, siamo stati costretti ad atti di forza come quello di occupare i tetti dei capannoni ginosini quindi, coglieremo l'occasione di dare forza alla mobilitazione di domani spiegando anche quali sono le difficoltà nel guardare al futuro di 224 cassintegrati che stanno per entrare in mobilità.
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