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BRASILE, SONO LE DONNE A GUIDARE LA RESISTENZA ALLA REPRESSIONE

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3 Maggio 2019 Elena Rubechini Bolsonaro, Brasile, diritti delle donne, diritti di genere, discriminazioni di genere, donne in politica, donne in rivolta, femminicidio, Mulheres Unidas Contra Bolsonaro, protesta femminista

[Traduzione a cura di Elena Rubechini dell’articolo originale di Ana Cernov e Adriana Guimarães pubblicato su openDemocracy]

Le strade festose del più grande Carnevale al mondo sono l’ultimo posto in cui ci si aspetterebbe di trovare una mobilitazione femminista contro la repressione politica.
Eppure il forte movimento femminista in espansione ha sfruttato il Carnevale di Rio – specialmente quest’anno – per chiamare all’azione contro quello che chiaramente è, in tutto e per tutto, un attacco ai diritti delle donne e di genere in Brasile.

A marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, circa 50.000 donne si sono riunite nella capitale economica, San Paolo, altrettante hanno marciato a Rio de Janeiro e altre migliaia hanno protestato nel resto del Paese in folle più piccole.
Meno di una settimana dopo, hanno organizzato più di cinquanta eventi per marcare il primo anniversario dell’assassinio di Marielle Franco, attivista per i diritti umani e consigliera di Rio.

Queste azioni rientrano in una campagna di attivismo che non è cominciata di recente ma che è stata senza dubbio ravvivata dalla corsa elettorale dell’anno scorso che ha portato a diventare presidente il politico misogino, razzista e di destra, Jair Bolsonaro.
Come tutti i brasiliani che vogliono una democrazia inclusiva e giusta dove i loro diritti siano mantenuti e protetti, le donne hanno intrapreso un’impegnativa battaglia per contrastare le intenzioni dell’uomo ribattezzato come il Donald Trump brasiliano.

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