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IL TAR AZZERA LA GIUNTA SENZA DONNE DEL COMUNE DI VITERBO PDF Stampa E-mail
Sabato 21 Gennaio 2012 20:31

Tar azzera giunta Marini: ''Non rispetta le quote rosa''


VITERBO - 'La nomina di una giunta municipale deve fissare il giusto punto di equilibrio tra l'ampia discrezionalità del potere del sindaco e il rispetto del principio della identità di genere quale condizione costituzionalmente tutelata per l'accesso alle cariche pubbliche, ovvero il principio della pari opportunità''. Con questa motivazione la seconda sezione del Tribunale amministrativo del Lazio che azzerato la giunta senza donne del Comune di Viterbo, nominata nel marzo 2011, in occasione del rimpasto operato dal sindaco Giulio Marini (Pdl).

Nella sentenza emessa oggi, i giudici amministrativi precisano: 'Tutto ciò non significa che s'imponga al sindaco di realizzare obbligatoriamente la parità (numerica) di genere nella nomina dei componenti della giunta, ma impone, questo sì, che la verifica preventiva volta ad individuare i soggetti nominabili sia effettuata con un serio approccio non preclusivo verso gli appartenenti dell'uno ovvero dell'altro genere'.

Il ricorso era stato presentato dal gruppo consiliare del Pd: Ugo Sposetti, deputato e tesoriere nazionale Ds, Lisetta Ciambella, Linda Natalini, Alvaro Ricci, Fabrizio Fersini, Francesco Guancini, Sergio Insogna, Mario Quintarelli, Francesco Serra, ed era stato sottoscritto da numerose elettrici ed elettori. A dare il là all'iniziativa del Pd viterbese era stata un'analoga sentenza dello stesso Tar che, nell'estate 2011, aveva sciolto la giunta del Campidoglio guidata da Gianni Alemanno proprio perché non aveva tenuto conto delle 'quota rosa', poi rinominata con due assessori donna, di cui una vicesindaco.

E proprio la consigliera comunale capitolina del Pd Monica Cirinnà, promotrice di quel ricorso, oggi propone un incontro di tutte le ricorrenti in difesa delle quote rosa.

Marini, che solo il 13 gennaio scorso si era dimesso dalla carica di deputato del Pdl perché dichiarata incompatibile con quella di sindaco dalla Consulta, ha dichiarato che nominerà subito un'altra giunta. 'Del resto - aggiunge - avevo già in animo di inserire qualche donna'. Quindi, nessun ricorso al Consiglio di Stato ma un altro rimpasto che tenga conto delle 'quote rosa'. 'In consiglio comunale, nelle fila della maggioranza - precisa Marini - , è stata eletta una sola donna, Maria Antonietta Russo. Se non sarà nominata lei, la dovremo individuare all'esterno del consiglio. Lo Statuto comunale ci consente di nominare dieci assessori - aggiunge -, non saranno tutte donne, ma abbiamo spazio per tutti i generi'.

Pur avendo deciso di non impugnare la sentenza, Marini non risparmia critiche alla decisione del tribunale amministrativo: 'Hanno emesso la sentenza in sessanta giorni, quasi un record. Ma non hanno preso in alcuna considerazione lo Statuto comunale, limitandosi a una mera valutazione politica. Comunque, le sentenze vanno rispettate'.

Di tenore diverso il commento di Ugo Sposetti, promotore del ricorso: 'Accogliamo la sentenza con grande soddisfazione - dice - perché rappresenta una grande vittoria per tutte le donne viterbesi. Questa è una settimana politica che Marini ricorderà : si è dimesso da deputato e ora deve rinnovare la sua giunta. Si è arrivati a questo nonostante noi da tempo avevamo avvertito la maggioranza. Tante volte. Ma non ci hanno mai voluto ascoltare'.

TESTO DELLA SENTENZA:

http://www.viterbonews24.it

Ultimo aggiornamento Sabato 21 Gennaio 2012 20:54