
IRAQ: LEADER ASSOCIAZIONE DONNE UCCISA DI FRONTE AI FIGLI IN UNA CITTADINA VICINO KIRKUK
Data 5/11/2006 0:10:00 | Categoria: Articoli
| (ANSA) - BAGHDAD, 29 OTT - La fondatrice di 'Donne e maternita' senza confini', un'organizzazione non governativa femminile irachena costituita nel 2003, e' stata uccisa di fronte ai figli da uomini armati che hanno fatto irruzione nella sua abitazione in una cittadina vicino Kirkuk (255 km. a nord di Baghdad). Lo ha riferito oggi la stampa irachena. Un portavoce della polizia di Kirkuk, il capitano Imad Khider, ha precisato che Halima Hassan Ahmed al-Juburi e' stata uccisa all'alba di ieri nella sua abitazione ad Hawijah (65 km. a sud-ovest di Kirkuk), dove la donna si trovava insieme con i tre figli (due bambini e una bambina), mentre il marito era assente al momento dell'assalto. ''Dieci uomini armati hanno fatto irruzione nell'abitazione e l'hanno uccisa di fronte ai figli. Questa e' la prima volta che miliziani uccidono una donna nella nostra cittadina. Non era mai successo e non sappiamo chi e perche' l'abbia assassinata'' ha detto il portavoce della polizia. Un parente del marito della vittima, Abdul Waid Mahmud, ha tuttavia raccontato che, dopo aver fatto irruzione nell' abitazione della donna nel quartiere di al-Askari, nel centro di Hawijah, gli assalitori le hanno chiesto: ''Sei tu Halima?''. ''Quando lei ha risposto si', l'hanno separata dai figli. Gridando 'Dio e' il piu' grande' e 'Morte ai traditori', l'hanno poi crivellata di proiettili, affermando di applicare la punizione divina e la legge islamica'', ha proseguito Mahmud. Un leader delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani a Kirkuk, Mustafa Timawi, ha descritto la vittima come ''una nota patriota e una donna pia che aveva apertamente resistito all'occupazione e sosteneva la ricostruzione dell' Iraq''. Una parente della vittima ha dal canto suo affermato che e' stata uccisa perche' ''la sua organizzazione operava per liberare le donne, soprattutto nelle aree rurali, dall' ideologia religiosa estremista''. (ANSA). Apc-ISLAM/ TULLIA ZEVI: IMPENSABILE VIETARE IL VELO (CORSERA) La "libera pratica religiosa è il fondamento della democrazia"
Roma, 30 ott. (Apcom) - "E' impensabile vietare l'uso del velo alle donne musulmane, è anche impossibile e ingiusto dire no alla creazione di una scuola islamica. E' ovvio che ci si deve anchepoter rifiutare di portarlo, il velo, e noi dobbiamo garantireanche il diritto alla disobbedienza, se le regole delle comunitàimmigrate e le limitazioni diventano imposizioni e violano lenostre leggi": è quanto afferma al Corriere della Sera Tullia Zevi, a lungo presidente delle Comunità ebraiche italiane. "L'identità di ciascuno è sacra e risiede nelle tradizioni e nei riti che, nei secoli, ci hanno consegnato i nostri avi - prosegue Zevi - non so come reagirei se in Italia, ad esempio, qualcuno pensasse di vietare la circoncisione. E' un diritto acquisito, non credo che una legge potrebbe mai cambiarlo o limitarlo. Certo tutti dobbiamo rispettare le regole di cittadinanza comuni e condivise, ma la libera pratica religiosa è il fondamento della democrazia e il termometro della civiltà".
TRATTA.DOMANI A HELSINKI SEMINARIO UE SU TRAFFICO BAMBINI/ADULTI OCCASIONE DI DISCUSSIONE, NEL QUADRO DI PIANO D'AZIONE COMUNITARIO PER LOTTA CONTRO SFRUTTAMENTO ESSERI UMANI. (DIRE) Roma, 30 ott - La commissione Ue affronta la tratta di esseri umani "come un crimine contro la persona, avente per oggetto lo sfruttamento stesso della persona". Con questa premessa, e' stato organizzato per domani, a Helsinki, un seminario, nel quadro del Piano d'azione comunitario, per lottare contro il traffico di bambini, donne e uomini e il loro sfruttamento nel mondo del lavoro, o per fini sessuali. E' quanto scrive l'agenzia Sir, Servizio d'informazione religiosa. Una decisione quadro del 2002 definisce giuridicamente questa materia. "Tuttavia- puntualizza una nota di Bruxelles- la Commissione europea comprende l'importanza di trasformare le dichiarazioni di principio in norme e azioni concrete". Occorrono, in questa direzione, "una prevenzione piu' efficace, protezione adeguata e aiuti alle vittime, la criminalizzazione della tratta", una cooperazione giudiziaria piu' attiva in questo campo". Apc-ISLAM/ AUSTRALIA, MUFTI DELLE POLEMICHE RICOVERATO PER UN MALORE Aveva criticato le donne senza velo: "carne nuda" Sydney, 30 ott. (Ap) - Il mufti musulmano d'Australia Taj Aldinal-Hilali è stato portato d'urgenza in ospedale dopo essere statocolpito questa mattina da un lieve malore, durante un incontrocon i leader musulmani del Paese. Al-Hilali aveva di recente sollevato un polverone per un sermone in cui aveva affermato che le donne attirano le "aggressioni sessuali degli uomini per via della maniera in cui si vestono". Il presidente dell'associazione musulmana libanese Toufic Zreikariferisce che Al-Hilali, il quale soffre da tempo di problemicardiaci e d'asma, si trova ora in buone condizioni e che avevain progetto di rilasciare una dichiarazione lunedì sera, circa ilsuo futuro come mufti nazionale. Il religioso aveva rifiutato di dimettersi dopo le critiche rivolte al sermone pronunciato all'inizio del Ramadan - in arabo e tradotto in inglese solo pochi giorni fa dalla stampa australiana - in cui aveva paragonato le donne senza hijab (il fazzoletto da capo) alla "carne nuda". Il mufti aveva chiestoscusa per le sue parole, che avevano suscitato forti critiche frai musulmani e non, ed aveva acconsentito a sospendere la predicazione per tre mesi. Il quotidiano nazionale "The Australian" ha segnalato inoltre oggi che Al-Hilali, in un'intervista ad una radio araba di due settimane fa, aveva dichiarato il suo appoggio alla "resistenza" in Iraq, Afghanistan ed nei territori palestinesi. Il giornale cita anche le dichiarazioni fatte in lingua araba, il 17 ottobre, dal mufti: "Il Jihad dei musulmani iracheni è jihad, ma non quando sunniti e sciiti si uccidono a vicenda: questo non è jihad".
Nel paese è illegale incitare la violenza contro le truppe australiane: l'Australia, fedele alleato degli Stati Uniti nella "guerra contro il terrore", ha inviato le sue truppe sia in Iraq che in Afghanistan. Il primo ministro australiano John Howard aveva dichiarato stamane che al-Hilali potrebbe aver violato le leggi anti-terrorismo australiane, elogiando i militanti in Iraq e Afghanistan. Howard ha detto di non sapere se le osservazioni di Al-Hilali fossero state oggetto di indagine da parte della magistratura. "Se incita la gente a colpire le nostre truppe, potrebbe essere considerato un reato" ha detto Howard durante una trasmissione radiofonica alla Southern Cross Broadcasting. Il premier hainfine aggiunto che i 300.000 musulmani d'Australia dovrebberoriflettere se Al-Hilali sia la persona giusta per rappresentarli.
DONNE. SEPARATE IN PIAZZA CONTRO I PADRI 'IN MUTANDE' NASCE L'ADNSI; PRIMA SFIDA AI MARITI IN BOXER DI FRONTE AL TRIBUNALE DI ROMA PER AFFIDAMENTO FIGLI IL 7/11. (DIRE) Roma, 30 ott - Per tutelare "le oltre 400 mila donne italiane" separate e private dell'assegno di mantenimento da ex mariti "finti nullatenenti", si e' costituita a Roma l'Associazione nazionale delle donne separate (Adnsi). "Abbiamo costituito quest'associazione- spiega Marina De Luca, presidente e fondatrice dell'associazione, che ha sedi in diverse regioni italiane- con l'obiettivo di smascherare le bugie di un oscurantismo maschilista che porta a far considerare in maniera errata situazioni e fatti delle coppie separate italiane". In particolare, le rappresentanti dell'associazione scenderanno in campo martedi' 7 novembre, quando alcuni padri separati sfileranno in mutande dinanzi alla sede del tribunale civile di Roma. "Vogliono simboleggiare i presunti torti subiti nell'affidamento- spiega la presidente della neonata associazione- e questo nonostante abbiano ottenuto l'approvazione di una legge miope e contorta, lo scorso mese di marzo". Per questo motivo, anche le ex mogli si presenteranno di fronte al tribunale. L'obbiettivo e' quello di sostenere i diritti delle circa 400 mila donne che sono senza assegno di mantenimento per i figli a causa di "ex mariti- sottolinea De Luca- che non disdegnano di produrre certificati falsi di nullatenenza pur di non pagare". Si tratta di donne spesso costrette "ad effettuare i lavori piu' umili pur di poter sopravvivere", conclude De Luca.
Apc-AUSTRIA/ PER LA PRIMA VOLTA UNA DONNA PRESIDENTE DEL PARLAMENTO Al Nationalrat Barbara Prammer, socialdemocratica
Vienna, 30 ott. (Apcom) - Il Nationalrat, la camera bassa delParlamento austriaco composta da 183 deputati eletti dal popolo,da oggi ha un presidente donna per la prima volta nella storia:si tratta della socialdemocratica Barbara Prammer, già vicepresidente della Camera dal 2004. E' stata eletta con 135 voti su 183. Nel suo discorso inaugurale, Prammer ha ricordato che nel 1919 soolo 8 donne sedevano nel parlamento austriaco; ma anche che la percentuale uscita dalle ultime elezioni, 31,1% del totale,è minore di quella della legidslatura precedente (35,3%). Si tratta comunque di cifre molto alte sulla media europea (nel Parlemento italiano 2006, si sfiora il 12% alla Camera e poco più dell'11% al Senato). Sociologa e madre di due figli, Barbara Prammer ha una storia dipolitica impegnata per la difesa dei diritti dell'uomo e dell'ambiente; è stata ministro federale per la condizione femminile negli anni Novanta e poi vicepresidente del Nationalrat. Nella nuova assemblea, solo il partito dei Verdi conta oltre la metà dei deputati donne (12 su 21). I socialdemocrati (Spo) hanno il 35,3% di donne e 68 seggi; i conservatori del cancelliere uscente Wolfgang Schuessel il 27,3% di donne (e 66 seggi). Nei due partiti di estrema destra Bzo e Fpo la percentuale delle donne scende rispettivamente al 14,3% e al 9,5%. (con fonte Afp)
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